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No degli Earth alla bandiera palestinese sul palco. Salta il concerto a Bologna

L'accusa del frontman Carlson: "Tpo ha messo la politica davanti alla musica"

No degli Earth alla bandiera palestinese sul palco. Salta il concerto a Bologna
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Ideologia prima della musica. Salta l’esibizione degli Earth a Bologna. Ieri, giornata dedicata alla Memoria, è stato annullato il concerto della band statunitense al Tpo a seguito di un disaccordo con il centro sociale che avrebbe ospitato l’evento. Come confermato dal gruppo, la decisione è maturata dopo una discussione legata alla presenza, nei pressi del palco, di una bandiera palestinese.

Il frontman Dylan Carlson ha spiegato la propria posizione attraverso un post su Instagram, sostenendo che l’esposizione del simbolo rappresentasse un caso di "mettere la politica davanti alla musica". In assenza di un accordo con gli attivisti del Tpo, che hanno rifiutato di rimuovere la bandiera, il musicista ha deciso di non esibirsi, determinando la cancellazione del concerto.

Dal palco, i rappresentanti del Tpo hanno comunicato l’annullamento al pubblico, scusandosi per l’accaduto e garantendo il rimborso dei biglietti. L’evento era organizzato dal locale Freakout, coinvolto nella decisione insieme al centro sociale. Nel motivare la scelta, gli attivisti hanno sottolineato le difficoltà legate alla situazione: "È stata una decisione molto pesante da prendere, per noi come per il Freak Out, anche perché sappiamo che tante e tanti vengono da fuori", riporta il Corriere. Nella sua ricostruzione dei fatti, Carlson ha attribuito la responsabilità dell’annullamento esclusivamente al Tpo, rimarcando: "Mi scuso con le persone che a Bologna speravano di assistere a un po’ di musica stasera: il Tpo di Bologna ha messo la politica davanti alla musica e ha cancellato il concerto degli Earth. Questa decisione non ha nulla a che vedere né con Earth né con Freakout".

Alla versione del musicista ha replicato il Tpo per voce di Silvio Salvemini, che ha ribadito il valore simbolico della bandiera all’interno dello spazio: "La bandiera della Palestina è parte della nostra storia, da sempre abbiamo legami con il popolo palestinese e abbiamo partecipato a carovane internazionali. Da due anni siamo in strada per chiedere la fine del genocidio, non potevamo accettare il diktat di rimuovere la bandiera".

Salvemini ha inoltre aggiunto: "Ci tengo a precisare che siamo orgogliosi del fatto che tutte le persone presenti ieri abbiano capito la scelta e l'abbiano sostenuta, perché siamo una comunità, entrare al Tpo è un gesto politico, non possiamo essere costretti a scindere la musica dalla politica, non c'è arte e non c'è musica senza rivoluzione".

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