"Opportunità logistica". Il Comune di Torino si inchina ancora alle pretese di Askatasuna

Bloccato il sopralluogo dei consiglieri nel palazzo di Askatasuna: gli antagonisti avevano minacciato un presidio contro i "fascisti". Ora si chiede lo sgombero immediato

"Opportunità logistica". Il Comune di Torino si inchina ancora alle pretese di Askatasuna
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Ancora una volta, il Comune di Torino si è inchinato alle pretese del centro sociale Askatasuna, bloccando un sopralluogo di Fabrizio Ricca, assessore regionale del Piemonte, e dei consiglieri comunali, che era stato confermato diversi giorni fa dopo l'annuncio di un presidio da parte degli stessi antagonisti. "I provocatori e i fascisti non sono i benvenuti in Vanchiglia", hanno affermato dal centro sociale con una nota condivisa sui social, chiamando a raccolta tutti gli "alleati" per domattina alle 9, quando sarebbe dovuto arrivare l'esponente leghista che, nel pieno dello svolgimento dei suoi doveri, aveva chiesto e ottenuto, per la seconda volta, di visitare l'edificio.

Il palazzo occupato da Askatasuna è di proprietà pubblica e dallo scorso gennaio sarebbe dovuto entrare in un percorso di riqualificazione per l'inserimento nella lista dei beni comuni, con un progetto di cooperazione promosso da alcuni privati. Il tutto con la collaborazione dello stesso centro sociale, frequentato da violenti. Ma Askatasuna quell'edificio non l'ha mai davvero lasciato e pr evitare una figuraccia, il Comune è stato costretto a fare diverse giravolte nel giro delle ultime settimane. L'ultima quest'oggi, quando per "ragioni di opportunità logistica" ha rinviato (ancora) il sopralluogo di Fabrizio Ricca. Askatasuna fa il bello e il cattivo tempo a Torino, appoggiato dai soliti noti che ne fanno le parti anche in consiglio comunale.

"Gli ex occupanti di Askatasuna indicono un presidio fuori dall'edificio? Bene, è giusto che si abituino a vederlo da fuori, mentre i consiglieri comunali entrano al suo interno per disegnare un nuovo futuro per la struttura", aveva detto ieri Fabrizio Ricca, prima del rinvio. "Con il sopralluogo del 27 marzo esercitiamo un diritto democratico conferitoci dagli elettori, non ci preoccupano, quindi, proclami bellicosi redatti da chi dalla sua ha solo la forza della prevaricazione", aveva concluso il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca, senza prevedere che lo stop sarebbe arrivato, di nuovo, direttamente dal Comune. "L'ennesimo rinvio del sopralluogo dentro Askatasuna è soltanto la prova di quanto tutti sanno. Dentro al centro sociale gli occupati continuano a fare ciò che vogliono, chiavi in mano", ha dichiarato l'assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte, Maurizio Marrone.

"È bastata la volontà degli occupanti, infatti, a far naufragare una visita richiesta, e dovuta da regolamento, dai consiglieri comunali. Il sindaco non è in grado di far accedere all'edificio rappresentanti eletti dai cittadini", ha detto oggi Ricca. I consiglieri regionali della coalizione di maggioranza, con il loro voto, oggi hanno ribadito con forza che "Askatasuna va sgomberata subito". La maggioranza di centrodestra a Palazzo Lascaris si è espressa compattamente nel bocciare l'emendamento presentato dal PD per cancellare la norma "Anti-Aska", che quindi andrà avanti per la sua strada, sovrastando qualunque decisione comunale in merito al centro sociale.

"La nostra Regione non farà mai passi indietro davanti agli antagonisti che si rifanno agli Anni di Piombo ed invitano chi ha le mani sporche di sangue", ha proseguito Marrone. "La Città di Torino e i suoi consiglieri non possono farsi intimidire dagli antagonisti.

Serve uno sgombero immediato", è il commento del consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Ferrante De Benedictis, a cui ha fatto eco Patrizia Alessi, capogruppo di Fdi in circoscrizione 7: "chiederemo conto in ogni sede al Comune di Torino dell'applicazione della legge 'Anti Aska'. Askatasuna è arrivata al capolinea".

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