Da Poirot a Miss Marple, il mondo misterioso di Agatha Christie

Scrittrice del mistero, inventò personaggi che ancora oggi appassionano migliaia di lettori. Passando per due guerre mondiali, la vita della regina del giallo, Agatha Cristie, fu caratterizzata da scrittura, viaggi e archeologia, con una buona dose di mistero

Da Poirot a Miss Marple, il mondo misterioso di Agatha Christie

Un colpevole diverso per ogni delitto, un’arma il più delle volte inaspettata e un immancabile colpo di scena finale. Così Agatha Christie, la regina del giallo, costruiva i suoi romanzi e racconti polizieschi, catturando l’attenzione del lettore che, ancora oggi, rimane incollato alle pagine dei suoi libri con il fiato sospeso, in attesa solo che il colpevole faccia un passo falso e venga svelato. Creatrice di personaggi indimenticabili come Hercule Poirot e Miss Jane Marple, la Christie è tra le scrittrici di romanzi gialli più lette al mondo. Nella sua vita, ha visto due Guerre Mondiali, vissuto due matrimoni e scritto un’ottantina tra racconti e romanzi.

L’infanzia di Agatha

Agatha nacque il 15 settembre 1890 a Torquay, nel Regno Unito, da una famiglia dell’alta borghesia. Era la terza e ultima figlia di Frederick Alvah Miller e Clara Miller, che, prima di lei, avevano dato alla luce Margaret e Louis. La stessa Agatha, nella sua Autobiografia, definì la sua infanzia come “molto felice”, vissuta nella casa di famiglia, dove venne educata dalla madre che la istruì nella lettura, nella scrittura, nella matematica di base e nella musica.

La piccola Agatha viene descritta come una bambina timida, che giocava con amici immaginari di cui inventava vita e scenari, sintomo di una vivace fantasia, che le servirà molto anche nella scrittura dei suoi romanzi. Già nei primi anni della sua vita, la Christie si dedicò alla lettura e, a soli dieci anni, scrisse la sua prima poesia. La sua infanzia felice terminò quando la Christie aveva soltanto undici anni: nel 1901, infatti, il padre morì, lasciando la famiglia in condizioni economiche difficili. Agatha venne successivamente iscritta a una scuola femminile e poi venne mandata a studiare per cinque anni a Parigi.

Quando tornò in Inghilterra, nel 1910, scoprì che la madre Clara era malata e, per questo, entrambe si trasferirono a El Cairo, una destinazione turistica allora molto frequentata dagli inglesi benestanti e con un clima che avrebbe giovato alla salute della donna. Durante i tre mesi passati nella capitale egiziana, Agatha visitò diversi monumenti, tra cui la piramide di Cheope, senza mostrare particolare interesse per l’archeologia, passione che svilupperà più avanti. A El Cairo l’attenzione della Christie fu invece orientata agli eventi e alle funzioni sociali: il suo obiettivo infatti era quello di trovare un marito.

I primi testi e la guerra

Tornata in Gran Bretagna, Agatha si dedicò alla scrittura, alla musica e al teatro. In questo periodo scrisse il suo primo racconto, The house of beauty, che prese forma mentre era costretta a letto per riprendersi da una malattia. Seguirono altri scritti, per i quali utilizzò uno pseudonimo, ma che però non vennero pubblicati dalle riviste, sebbene alcuni videro la luce successivamente. Negli stessi anni, Agatha scrisse il suo primo romanzo, celando il suo nome dietro quello di Monosyllaba: si trattava di un romanzo rosa, Snow upon the desert, ambientato a El Cairo.

Nel frattempo la donna continuava a partecipare agli eventi sociali inglesi, nella speranza di trovare marito. Fu in una di queste occasioni mondane che Agatha incontrò Archibald Christie, un ufficiale dell’esercito che faceva parte del Royal Flying Corps. Era il 1912 e i due si innamorarono. Ma il pericolo di una battaglia incombeva in Europa e due anni dopo Archibald venne inviato in Francia per combattere le forze tedesche: era l’inizio della Prima Guerra Mondiale.

Quello stesso anno, alla Vigilia di Natale, durante il periodo di licenza dell’uomo, Archibald e Agatha si sposarono, così la donna prese il cognome Christie, che utilizzò nella scrittura dei suoi romanzi. Durante la guerra, mentre il marito era al fronte, Agatha iniziò a prestare servizio volontario come infermiera, occupandosi dei soldati feriti. Nel 1918, verso la fine del conflitto, Archibald tornò in Inghilterra e dopo la guerra marito e moglie si stabilirono in un quartiere a nord-ovest di Londra.

Da Poirot a Miss Marple

Una trasposizione cinematografica di un romanzo di Agatha Christie
Una trasposizione cinematografica di un romanzo di Agatha Christie

Già durante la guerra, Agatha Christie aveva scritto il suo primo romanzo poliziesco, Poirot a Styles Court. Il libro, inizialmente respinto da diverse case editrici, venne pubblicato negli Stati Uniti nell’ottobre del 1920 e qualche mese dopo nel Regno Unito. Per la prima volta, tra le pagine del suo romanzo giallo apparve uno dei suoi personaggi più famosi, che ancora oggi incarna un ideale del detective: Hercule Poirot.

L’ispirazione per la creazione di Poirot venne alla Christie dall’esperienza vissuta durante la Prima Guerra Mondiale, quando migliaia di profughi fuggirono dal Belgio per stabilirsi in Inghilterra. Il famoso detective dei romanzi gialli di Agatha Christie, infatti, è un ex poliziotto belga. La prima descrizione del personaggio apparve nel libro Poirot a Styles Court, in cui Poirot veniva descritto dall'amico Hastings: “Era poco più di un metro e settanta - si legge nel libro, come spiega il sito dedicato ad Agatha Christie - ma si comportava con grande dignità. La sua testa aveva esattamente la forma di un uovo, e si appollaiava sempre un po' di lato”. Famosissimi diventarono poi anche i suoi grandi baffi, sempre ben curati. Il personaggio di Hercule Poirot ebbe così tanto successo che nel 1975, prima dell’uscita di Sipario, il New York Times pubblicò sulla prima pagina il necrologio del personaggio più famoso di Agatha Christie.

Nel 1927, la regina del mistero creò un nuovo personaggio dei suoi romanzi gialli, un altro abile detective, ma completamente diverso da Poirot. Si trattava infatti di una vecchina dai capelli bianchi, abitante in un villaggio apparentemente tranquillo, a cui la Christie diede il nome di Miss Jane Marple. La sua prima apparizione risale alla pubblicazione di un racconto su una rivista, ma nel 1930 le venne dedicato un intero romanzo giallo, La morte nel villaggio. Nei libri Miss Marple viene descritta come una signora dedita al suo lavoro a maglia e al giardinaggio, ma estremamente esperta della natura umana e amante del pettegolezzo, caratteristiche che le permettevano di risolvere anche i casi più intricati. La Christie ammise di essersi in parte ispirata a sua nonna per la creazione di Miss Marple, che era però “molto più pignola e zitella di quanto mia nonna sia mai stata. Ma una cosa aveva in comune con lei, sebbene fosse una persona allegra, si aspettava sempre il peggio da tutto e da tutti e, con una precisione spaventosa, di solito aveva ragione”.

La misteriosa scomparsa

Nel frattempo, Agatha e Archibald si erano stabilizzati e avevano avuto una figlia, Rosalind Margaret. La romanziera intanto continuava a scrivere testi che raccontavano di morti, assassinii ed enigmi. Ma lei stessa si rese protagonista di una scomparsa misteriosa, che ancora oggi rimane costellata da dubbi e domande insolute. Era il 3 dicembre del 1926, i Christie avevano litigato a causa della donna di cui Archibald si era innamorato e che lo aveva spinto a chiedere il divorzio. Dopo la discussione, l’uomo lasciò la casa nella quale i coniugi vivevano. La sera stessa, intorno alle 22, Agatha sparì. La sua auto venne ritrovata il giorno dopo vicino a un lago, ma della donna nessuna traccia: a bordo solamente la patente di guida e alcuni indumenti.

La scomparsa della Christie scatenò l’interesse e l’apprensione dell’intero Paese. Il segretario degli Interni fece pressione sulla polizia, un giornale offrì una ricompensa per il ritrovamento della donna e migliaia di volontari e centinaia di poliziotti perlustrarono l’area. Si schierò in prima linea anche il romanziere Sir Arthur Conan Doyle, che si rivolse a una medium, portandole un guanto della Christie, nel tentativo di ritrovare la donna. Nonostante gli sforzi dell’intero Paese, per dieci giorni nessuno ebbe notizie di Agatha Christie. Sembrava una scomparsa all’altezza dei suoi romanzi gialli.

Poi, il 14 dicembre, la donna venne rintracciata in un hotel di Harrogate, nello Yorkshire, come scrisse il New York Times. La donna non chiarì mai il motivo della scomparsa. Qualcuno sostenne si trovasse in uno stato di amnesia, forse causato da una depressione a causa della morte della madre e dell’infedeltà del marito. Qualcun altro invece sostenne si trattasse di una trovata pubblicitaria o di un piano ordito nel tentativo di incastrare l’amante del marito. Nessuna di queste ipotesi venne mai confermata e la scomparsa di Agatha Christie resta ancora oggi un mistero degno dei suoi migliori romanzi gialli.

Da scrittrice ad archeologa

I Christie divorziarono nel 1928 e nello stesso anno Agatha lasciò l’Inghilterra per recarsi a Istanbul e poi a Baghdad a bordo dell’Orient Express, che anni dopo sarà la base di uno dei suoi romanzi più famosi. Due anni dopo, durante un viaggio in Iraq, Agatha conobbe il giovane archeologo Max Mallowan, che divenne il suo secondo marito. Per anni Agatha accompagnò Max nei suoi scavi, partecipando all’elaborazione delle fotografie e anche al restauro e alla pulizia di oggetti in avorio. Nonostante la passione per l’archeologia, la Christie non smise di scrivere e i suoi romanzi e le spedizioni in compagnia del marito fecero da sfondo a molte delle sue storie.

Nel settembre del 1939 la Gran Bretagna entrò in conflitto con la Germania: era scoppiata la Seconda Guerra Mondiale. Così, ancora una volta, la Christie dovette separarsi dal marito. Max divenne volontario della Home Guard, un’organizzazione di difesa della British Army, e venne poi inviato a El Cairo. Agatha invece lavorò prima all’ospedale di Torquay, come nella guerra del 1915-1918 e, successivamente, divenne volontaria nel dispensario dell’University Collage Hospital di Londra. Qui la Christie acquisì una conoscenza sui veleni, che le tornò utile per la scrittura dei suoi romanzi post-bellici.

Negli anni successivi alla guerra continuò la sua attività di scrittrice e ricevette diversi riconoscimenti. Nel 1975 venne pubblicato l’ultimo romanzo con Poirot come protagonista. Un anno dopo la morte del suo personaggio più famoso, anche la regina del mistero Agatha Christie morì, all’età di 85 anni.

La dama del romanzo giallo lasciò in eredità ai suoi lettori decine di libri polizieschi, qualche romanzo rosa e diversi racconti, che resero intramontabili i suoi personaggi, ancora oggi in grado di appassionare migliaia di persone.

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