Arriva l'alt al puppy yoga: il mistero della Salute sta coi cuccioli

Altoltà del ministero alla pratica, ormai diffusa anche in Italia, che utilizza i cuccioli di cane. Non rispetta l'accordo tra governo e regioni sugli interventi assistiti con gli animali

Arriva l'alt al puppy yoga: il mistero della Salute sta coi cuccioli
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Stop al "puppy yoga". Per il bene degli amici a quattro zampe. L'altolà all'ultima moda d'importazione americana è arrivato dal nostro ministero della Salute, che in una nota ufficiale trasmessa nelle scorse ore ha invitato le regioni e le province autonome a vigilare affinché questa pratica non venga erogata, in quanto non conforme agli accordi sul benessere animale. Per chi si fosse perso qualcosa, la suddetta usanza - sempre più reclamizzata sui social da vari influencer e diffusa anche nel nostro Paese - consiste nello svolgimento di lezioni di yoga durante le quali gli organizzatori fanno scorrazzare dei cuccioli di cane tra i partecipanti. L'attività, apparentemente innocua, era stata però al centro di rimostranze da parte delle associazioni animaliste.

L'accusa rivolta ai promotori di questa pratica era quella di agire senza tenere conto del benessere di cuccioli, esposti allo stress di vedersi strapazzati da perfetti sconosciuti nel corso delle sedute di yoga. Tra favorevoli e contrari, il passatempo era arrivato nei mesi scorsi anche in Italia, dopo aver contagiato gli Stati Uniti e le grandi capitali europee, da Parigi a Madrid, passando per Londra. Ebbene, interpellato sull'argomento, il nostro ministero della Salute si è ora pronunciato in senso critico.

"Da quanto segnalato, alcune associazioni contatterebbero direttamente allevamenti di cani per ottenere, in detenzione temporanea, cuccioli da utilizzare in incontri con utenti nel corso di sessioni di yoga", ha premesso il dipartimento ministeriale competente, spiegando che tale attività si configura come "un intervento con finalità ludico-ricreative e di socializzazione volto al miglioramento della qualità di vita e al benessere della persona". Dunque, essa rientra nell’ambito delle Attività Assistite con gli Animali (AAA) regolamentate da uno specifico accordo tra il governo, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.

Il suddetto accordo - ha illustrato ancora il ministero - stabilisce che gli animali coinvolti in questo tipo di attività siano "soggetti adulti, condizione necessaria a tutelare la salute e il benessere degli animali oltre che la sicurezza dell'utenza". Ma siccome il "puppy yoga" si svolge per definizione con dei cuccioli, la pratica è da considerarsi non conforme al suddetto regolamento. Pertanto - conclude la pec firmata dal capo dipartimento Giovanni Leonardi - "si invitano le regioni e province autonome a vigilare affinché eventuali pratiche di Attività Assistite con gli Animali con l'impiego di cuccioli non vengano erogate in quanto non rispondenti ai requisiti previsti nell'Accordo succitato".

Con grande soddisfazione degli animalisti, insomma, ora è scritto nero su bianco: in Italia il "puppy yoga" non rientra tra le pratiche che garantiscono il benessere degli amici a quattro zampe e la sicurezza degli utenti.

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