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In questi giorni si può vedere Giove a occhio nudo, senza finire come Galileo

Giove, il gigante gassoso che ci fa da scudo anche per molti asteroidi, in questi giorni è particolarmente visibile nel cielo notturno. Il 10 gennaio raggiunge l’opposizione, cioè il momento in cui la Terra si trova tra il Sole e il pianeta

In questi giorni si può vedere Giove a occhio nudo, senza finire come Galileo
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Magari in questi giorni potremmo alzare gli occhi al cielo per distrarci dalle tragedie terrestri. Giove, il gigante gassoso che ci fa da scudo anche per molti asteroidi, in questi giorni è particolarmente visibile nel cielo notturno. Il 10 gennaio raggiunge l’opposizione, cioè il momento in cui la Terra si trova tra il Sole e il pianeta (se credete sia un pezzo di astrologia smettete pure di leggere qui, e di leggermi in generale). Questo rende Giove più luminoso e più vicino e visibile per tutta la notte, addirittura osservabile a occhio nudo come uno dei punti più brillanti del cielo, secondo solo a Venere e alla Luna, e con un binocolo o un piccolo telescopio si distinguono chiaramente anche i suoi quattro satelliti principali, Io, Europa, Ganimede e Callisto, che cambiano posizione notte dopo notte.

L’opposizione di Giove non è un evento locale né raro. Quando accade, il pianeta è visibile da tutto il mondo, da entrambi gli emisferi (purché sia notte): Giove sorge al tramonto e resta osservabile fino all’alba. Nell’emisfero nord appare alto nel cielo serale (in questo periodo nella zona dei Gemelli, anche qui astrologici pussate via, le costellazioni esistono solo per convenienza di localizzazione nel cielo, oggi), mentre nell’emisfero sud è ugualmente evidente, con una diversa inclinazione sull’orizzonte.

Intendiamoci, dal punto di vista astronomico non c’è nulla di eccezionale: l’opposizione di Giove è un evento periodico e però… quella scena, quattro piccoli corpi che orbitano attorno a un pianeta che non è la Terra, ha un peso che va ben oltre la cronaca e ci rimanda indietro di secoli. Infatti, come saprete, nel 1610 Galileo Galilei puntò uno dei primi telescopi proprio verso Giove e osservò per la prima volta quei satelliti. Fu una delle sue prime scoperte telescopiche, pubblicata nel Sidereus Nuncius.

Il dato decisivo non era Giove in sé, ma il fatto che esistessero corpi celesti che non orbitavano attorno alla Terra. Questa osservazione metteva in crisi il geocentrismo, mostrando che la Terra non era un centro necessario dei moti celesti. Non dimostrava ancora l’eliocentrismo, ma rendeva insostenibile l’idea che tutto dovesse ruotare intorno a noi per principio (altri colpi letali all’antropocentrismo vennero biologicamente da Darwin, e poi dalle osservazioni su come conosciamo l’universo oggi, perché fino a poco più di un secolo fa pensate, la Via Lattea, la nostra galassia, con duecento miliardi di stelle, era considerata l’intero universo, non una delle centinaia di miliardi di galassie in un universo in espansione, come scoprì Hubble).

Il processo a Galileo arrivò molti anni dopo, nel 1633, non per aver osservato Giove, piuttosto per aver sostenuto che le leggi della natura potessero essere descritte indipendentemente dall’autorità che pretendeva di interpretarle, cioè le Sacre Scritture. Le lune di Giove non furono la causa diretta, diciamo una premessa.

Se vi viene voglia di guardare Giove penserei a questo. Nessuno rischia più nulla, se non qualche minuto al freddo o una foto sfocata (però cercatevele su Google, le vostre foto fanno sempre schifo e vivete solo facendo foto).

La scena però è identica: un pianeta enorme, quattro piccoli corpi in orbita, e l’evidenza che il mondo non è costruito attorno a noi, basta guardarlo un semplice binocolo o piccolo telescopio nel cielo notturno, un’azione che per Galileo fu rivoluzionaria e invece che fargli i complimenti lo costrinsero a abiurare. La comunità scientifica venne molti anni dopo, purtroppo, altrimenti chissà quanto saremmo avanti anche per la medicina.

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