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Una startup vi pulisce la casa gratis per addestrare robot domestici. Un affare, vi spiego perché

Una startup vi pulisce la casa gratis per addestrare robot domestici. Un affare, vi spiego perché
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“Le cose gratuite sono quelle che costano di più. Come? Costano lo sforzo per capire che sono gratuite” scriveva Cesare Pavese ne "Il mestiere di vivere". E se ci pensate è vero, senza contare che quando ti offrono qualcosa gratis c’è sempre qualcosa a pagamento sotto. Per esempio: pensate se vi offrissero di venirvi a fare a casa le pulizie gratis, subito ci vedreste qualcosa di losco.

Non nel caso di Shift, una startup di training data per l’AI, la quale offre a New York pulizie domestiche gratuite, anzi al prezzo di... un video. Di cui non dovete preoccuparvi siccome anche qui non filmano voi, niente di losco, nessuna pianificazione di furto, tantomeno vogliono vedervi fare cose per mettervi su Pornhub. Semplicemente: gli addetti alle pulizie indossano un cappello con videocamera, una specie di GoPro più sofisticata, definito dalla stessa azienda una specie di “magic hat”, e registrano in prima persona gli addetti mentre lavano piatti, strofinano bagni, passano il mocio, piegano panni, sistemano cucine e frigoriferi, insomma mentre vi tirano la casa a lucido. A che fine? Quel materiale serve a addestrare sistemi AI e futuri robot domestici. Per addestrare un chatbot bastava, si fa per dire, divorare Internet (testi, immagini, forum, libri, articoli, fotografie, stronzate scritte sui social, tutto il materiale che per anni abbiamo buttato online credendo di comunicare e invece stavamo preparando una infinita mensa aziendale per modelli linguistici). Per i robot domestici è diverso: non devono solo sapere cos’è una tazza, devono imparare come si prende, come si lava, come si appoggia, come si evita di romperla, e per impararlo hanno bisogno di video reali di persone reali dentro case reali (l’ultimo posto dove pensavamo di non essere ancora diventati contenuto).

Per i fissati della privacy: Shift promette di oscurare dettagli sensibili (facce, nomi, schermi, documenti, carte d’identità), non gliene frega niente di voi, piuttosto curioso che il dato prezioso non è più solo cosa scrivi, cosa cerchi, dove clicchi, quali video guardi, ma come vivi dentro casa, il modo in cui avete lasciato appoggiati piatti e posate e tazze, i vostri armadi, dove tenete i detersivi, che tipo di lavastoviglie avete.

Shift ha uno slogan: “ogni casa pulita oggi pone le basi per una casa che si pulirà da sola domani”. Io mi concentrerei molto su quel “domani”, dipende quando questo diventerà realtà, nonostante i video dimostrativi che invadono il web ogni giorno non c’è ancora qualcuno che abbia un robot domestico antropomorfo generalista capace di pulire una casa a caso come una persona (magari qualche miliardario ci sarà, il fatto è che non sono ancora pronti). Ah, ulteriore informazione data dall’azienda: ambienti più “challenging”, quindi più difficili, possono essere particolarmente utili per il training, e io guardandomi intorno sto pensando che sarebbe molto challenging per loro pulire gli scaffali intorno alle mie statue di Batman, intorno alla libreria con migliaia di libri, tra i fili della Xbox intricati con quelli del controller intricati con quelli di Alexa intricati con quelli dell’impianto audio, i famosi fili che un giorno ti ci metti e li districhi per bene e il giorno dopo sono tornati uguali, un mistero che la scienza domestica deve ancora spiegare.

In ogni caso direi, chiederei a Shift: mentre addestrate i futuri robot, venite anche in Italia. Almeno a casa mia.

Non ho problemi di privacy, non mi danno fastidio le persone purché non mi parlino, ho una casa decisamente challenging (se volete ve la rendo ancora più challenging, sono bravissimo a mettere in disordine), sono il cliente ideale. Se rompete qualcosa (un batman, ma anche solo una piega sul cartonato a dimensione reale di Freddie Mercury, che sarebbe lesa maestà), ovviamente pagate voi. Venite, voi pensate al domani, io vi aspetto oggi.

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