Si allarga l’inchiesta sul caso di revenge porn che ha coinvolto Stefano De Martino e la sua ex compagna Caroline Tronelli. Dopo mesi di indagini, la Procura ha individuato un secondo uomo che sarebbe coinvolto nella diffusione online dei filmati privati sottratti dalle telecamere di sicurezza dell’abitazione della donna.
Chi è il secondo indagato
Secondo quanto emerso, il nuovo indagato sarebbe la prima persona che, dopo essere entrata in possesso dei video rubati, avrebbe iniziato a diffonderli sul web caricandoli su piattaforme per adulti e condividendoli attraverso numerosi canali Telegram. Gli investigatori ritengono che il materiale sia stato diffuso con l’intenzione di ottenere visibilità e profitto. L’uomo, cittadino italiano, è attualmente indagato per diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, il reato comunemente noto come revenge porn. Le forze dell’ordine hanno già sequestrato tutti i suoi dispositivi elettronici, dallo smartphone ai computer e tablet, che saranno analizzati dagli esperti della Polizia Postale.
Il ruolo del “tecnico infedele”
La prima persona finita nel mirino degli inquirenti è invece un ex dipendente di una società di videosorveglianza, ritenuto il cosiddetto “tecnico infedele”. Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato lui a sottrarre i filmati dal sistema di sicurezza della casa di Caroline Tronelli. Le indagini hanno escluso un attacco hacker vero e proprio. Gli investigatori sospettano infatti che il sistema sia stato violato utilizzando password e accessi già disponibili a chi aveva effettuato lavori di manutenzione nell’abitazione. Il tecnico è accusato sia di accesso abusivo a sistema informatico sia di revenge porn. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’intera catena della diffusione del materiale online.
I video diffusi su PornHub e Telegram
Le clip intime avrebbero iniziato a circolare dopo il furto avvenuto nella notte del 9 agosto scorso. I filmati mostrerebbero il conduttore e la sua compagna in momenti privati all’interno della camera da letto della donna. Nel giro di poco tempo i video sono diventati virali, finendo su siti pornografici come PornHub e su numerose chat Telegram. Secondo gli investigatori, il secondo indagato non avrebbe avuto contatti diretti con il tecnico accusato del furto iniziale delle immagini.
Gli accertamenti della Polizia Postale
Gli accertamenti tecnici irripetibili sono attualmente in corso presso il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato. Gli specialisti stanno analizzando dispositivi elettronici, account e materiale sequestrato per ricostruire ogni passaggio della diffusione online dei video. Stefano De Martino e Caroline Tronelli figurano come parti offese nel procedimento e sono assistiti dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani. Il perito Lorenzo Laurato seguirà le operazioni tecniche per conto dello studio legale. Gli avvocati hanno dichiarato: "Ci auguriamo che questo accertamento possa rivelarsi cruciale per l’indagine, così da ricostruire l’esatta catena di diffusione illecita dei filmati sul web".
L’ipotesi: migliaia di persone coinvolte
L’inchiesta potrebbe allargarsi ulteriormente. Oltre al secondo uomo indagato, gli investigatori starebbero valutando anche la posizione di tutte le persone che hanno contribuito alla diffusione massiccia dei video online. Si parla addirittura di circa 3000 soggetti che avrebbero condiviso il materiale tra chat e piattaforme digitali.
Le denunce
La denuncia presentata da Stefano De Martino aveva inizialmente richiesto il blocco immediato dei siti che diffondevano i video e l’identificazione di chiunque li
avesse condivisi o archiviati. Successivamente sarebbero state depositate ulteriori integrazioni legate anche ai commenti offensivi comparsi online e ad alcuni post che coinvolgevano il figlio del conduttore.