In aula la truffa dei biglietti aerei low cost Ingannate un centinaio di colf filippine

L’aula della seconda sezione penale, ieri mattina, è affollata come quando arrivano in gita di classe le comitive di studenti. Invece di una torma di ragazzini, a pigiarsi in fondo all’aula sono quasi un centinaio di donne, quasi tutte non più giovanissime, visibilmente spaesate di fronte al luogo e al rito che vi s i celebra. Portano nomi come Milagros, Eufracia, Isabelita. Vengono tutte dalle Filippine e sono una piccola parte delle vittime di una delle truffe più massicce messe in atto negli ultimi anni a Milano: i biglietti low cost che dovevano permettere a questo esercito di colf di tornare a casa, dall’altra parte del mondo, per le vacanze estive, senza dissanguarsi. Peccato che quei biglietti non fossero mai esistiti. E che insieme ai quattrini e ai progetti di vacanze siano spariti anche i due mariuoli che avevano inventato il mega-bidone. Questo si nota infatti entrando in aula ieri mattina: i banchi riservati alle parti civili sono affollati all’inverosimile; la vittime hanno riempito, pigiandosi una addosso all’altra, anche lo spazio destinato al pubblico; ma la panca e la gabbia degli imputati sono desolatamente vuote. Perché nè di Sonia Corradini nè di Alessandro Angeletti si è più vista nemmeno l’ombra: da quel 12 luglio del 2008 quando gli acquirenti si presentarono, come da accordi, nell’agenzia di viaggi Meridiano Travel di viale Sabotino. Saracinesca abbassata, telefoni muti, cellulari anche. Da allora nè di lui nè di lei si sono avute più notizie. Qualche tempo fa Striscia la notizia segnalò che la Corradini era tornata a colpire. La caccia ripartì ma senza risultato. Ieri in aula la signora è rappresentata da un legale d’ufficio. E l’avvocato dell’altro imputato si presenta in aula rinunciando al mandato visto che neanche lui riesce a contattare il suo cliente.
La folla delle colf imbrogliate assiste senza capirci granché alle lungaggini del processo che non riesce a iniziare. Le hanno fregate col sistema del marketing multilivello: i primi filippini agganciati dall’agenzia si facevano a loro volta procacciatori di acquirenti all’interno della comunità, in cambio di ulteriori sconti. In questo modo, prima di sparire, i truffatori hanno venduto milleduecento biglietti, mettendosi in tasca quasi un milione. Col risultato che gli intermediari, oltre ad essere stati beffati in prima persona, hanno dovuto risarcire almeno in parte i danni ai loro connazionali.

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