Auto, finiti gli incentivi tornerà l’allarme rosso

Il 2009 sarà archiviato come un anno soddisfacente per il mercato italiano dell’auto. Le stime di Anfia, Unrae e Centro Studi Promotor indicano le immatricolazioni in 2,030-2,050 milioni di unità, un dato che solo agli inizi dell’anno, senza l’introduzione degli ecoincentivi, le case automobilistiche non avrebbero mai pensato di raggiungere. Ma se negli esercizi precedenti si parlava soprattutto di mercato caratterizzato da vendite fittizie, e quindi a livelli da record proprio per le continue iniezioni di vetture «chilometri zero» (auto-immatricolate dal concessionario) o cedute a flotte, quest’anno la situazione non è cambiata di molto. La nuova «droga» si chiama incentivi (anche se non sono del tutte sparite le vendite «gonfiate») e, una volta esaurite le agevolazioni statali, la realtà si ripresenterà in tutta la sua crudezza. In mancanza di un rinnovo degli ecoincentivi o senza un’azione del governo che renda strutturali gli aiuti al settore, le vendite precipiterebbero nel 2010 anche sotto la fatidica asticella. «Lo spettro di scendere a 1,75 milioni di unità non ci fa dormire sonni tranquilli - confessa un operatore - visto che alla fine dell’anno, grazie ai bonus, saranno circa 300mila i modelli immatricolati in virtù della rottamazione». Insomma, a meno di quattro mesi dalla fine del 2009 le case automobilistiche, soprattutto quelle (i generalisti) che hanno beneficiato degli aiuti, cominciano a temere di rivivere i mesi di crisi che hanno caratterizzato la seconda parte del 2008. Basta il dato reso noto dall’Aci (50.595 le auto acquistate ad agosto grazie agli ecoincentivi, ma in luglio erano state il 55% in più) per comprendere il peso del sostegno statale sul bilancio finale delle immatricolazioni. Dunque, non è tutto oro quello che luccica (più 8,5% le vendite di agosto), anche perché buona parte dell’offerta non gode dei sostegni legati alle emissioni di CO2 (inferiori a 130 grammi/km per i veicoli Diesel e a 140 per quelli a benzina), senza contare i bonus più congrui erogati per i veicoli ibridi o a gas.
«Il resto del mercato - avverte in proposito Vincenzo Malagò, presidente di Federaicpa, l’associazione che rappresenta i concessionari - è praticamente fermo, non si vende; servono subito nuovi interventi da Roma. È necessario abrogare le limitazioni imposte e allargare i bonus all’intero comparto», sulla falsariga, aggiungiamo, di quanto è stato deciso in Germania dove il premio di 2.500 euro, a rottamazione, viene concesso indipendentemente dal veicolo acquistato.
Ma anche in Germania la festa è agli sgoccioli: i 5 miliardi stanziati sono finiti e il cancelliere Angela Merkel ha già escluso l’estensione delle sovvenzioni. Dal lancio circa 2 milioni di acquirenti hanno usufruito degli incentivi e le nuove immatricolazioni sono cresciute del 27% nei primi otto mesi. Ad agosto le vendite tedesche sono aumentate del 28% e a essere premiato è stato soprattutto il Gruppo Fiat: più 98% da gennaio. Gli analisti di Francoforte già prevedono che il numero di immatricolazioni di autovetture nuove diminuirà di circa un milione nel 2010.
Lo stesso discorso vale per gli Stati Uniti: in agosto si è assistito a una ripartenza al rialzo, per la prima volta da quasi due anni, con 1,26 milioni di nuove immatricolazioni, un aumento dell’1% su base annua (-12% a luglio). Il successo degli incentivi federali introdotti a fine luglio e prolungati sino al 24 agosto, ha spinto gli analisti ad alzare le stime per il 2009 a 14,09 milioni, con un aumento del 6,4% rispetto ai 13,24 milioni del 2008.
«Per gli Usa - spiega, da Londra, Stefano Aversa, presidente delle attività europee di AlixPartners - sarebbe necessario un allungamento, almeno uno scivolo che renda meno traumatico lo stop. Il rischio forte è che si blocchi ancora tutto». E non solo a Washington e dintorni.

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