Ci sono auto che nascono per essere perfette e altre che nascono per emozionare. La Giulia Quadrifoglio appartiene senza dubbio alla seconda categoria. A più di dieci anni dalla sua presentazione, questa versione Super Sport celebra un progetto che ha riportato Alfa Romeo al centro del mondo delle berline ad alte prestazioni. Limitata a soli 275 esemplari, è più di una serie speciale: è un addio annunciato al V6 biturbo e, forse, a un certo modo di intendere la guida. Dopo oltre 1.000 km tra città, autostrade e passi di montagna, è chiaro che questa non è solo un’auto veloce. È un’esperienza di guida, un “qualcosa” che ti entra dentro e non vuole più abbandonarti. C’è però da dire che, rispetto alle prime generazioni che hanno preceduto il 2020, qualcosa è cambiato. L’auto si è leggermente “imborghesita”, andando a limare alcuni aspetti che, a detta di alcuni clienti, rendevano questo progetto fin troppo aggressivo e impegnativo nella vita di tutti i giorni. Il risultato è comunque superlativo, sebbene qualcosa, nel corso degli anni, sia andato perso.
Design e dimensioni
La Giulia Quadrifoglio non ha mai avuto bisogno di effetti speciali per farsi notare, e questa Super Sport lo dimostra ancora una volta. Lunga 4,64 metri, mantiene proporzioni perfette da berlina sportiva, con cofano lungo, abitacolo arretrato e coda compatta, raccolta. Non si perde in appendici aerodinamiche estremizzate, ma sono presenti laddove serve, ovvero sotto al fondo della vettura e nel frontale, con uno splitter adattivo che si abbassa superate le velocità autostradali. I dettagli fanno la differenza: il cofano in carbonio con prese d’aria, dettagli in carbonio, le minigonne dedicate e il grande diffusore posteriore raccontano chiaramente le sue intenzioni. Si conclude il tutto con un timido flap sulla sommità della coda, anch’esso in carbonio, per aumentare la deportanza alle alte velocità.

Su questa versione speciale debutta il Quadrifoglio reinterpretato su sfondo nero, mentre i cerchi da 19 pollici neri lasciano intravedere gli enormi dischi carboceramici, indispensabili per massimizzare l’esperienza a bordo. Il Rosso Etna dell’esemplare in prova esalta ogni linea, rendendo la vettura magnetica anche a distanza. Cambia tonalità a seconda dell'irraggiamento solare, delle condizioni di luce e dei riflessi. Nonostante gli anni sulle spalle, il design resta attuale e, soprattutto, autentico: non segue mode, ma una filosofia, un pensiero e sembra quasi trasmettere sensazioni pure. Si capisce essere frutto di una matita, di un pensiero umano e non di un programma automatizzato volto ad efficientare il design ai fini aerodinamici.
Interni, spazio e tecnologia
L’abitacolo è un mix di tradizione e aggiornamenti mirati. Il quadro strumenti digitale da 12,3 pollici introduce una maggiore modernità, pur mantenendo il classico schema “a cannocchiale”. La leggibilità è ottima, ma la personalizzazione limitata e alcune scelte grafiche risultano discutibili, come la gestione delle informazioni che può sacrificare il contagiri. I materiali sono piacevoli nella parte alta della plancia, impreziosita in questa versione dalla fibra di carbonio rossa a vista, ma non mancano plastiche rigide nelle zone meno in vista e qualche scricchiolio. L’infotainment Alfa Connect da 8,8 pollici non è tra i più avanzati, ma è intuitivo e funzionale, con una connessione smartphone affidabile. In un epoca di schermi da oltre 15” pollici e super reattivi, sembra ormai ampiamente superato. Tuttavia, permette ai conducenti di concentrarsi al massimo sulla guida, senza lasciarsi distrarre da altre informazioni superflue.

Dove la Giulia eccelle è nell’ergonomia. La posizione di guida è perfetta, bassa e distesa, con un volante che resta uno dei migliori sul mercato per dimensioni, proporzioni, design e feeling tra le mani. Il pulsante di avviamento rosso sul volante aggiunge teatralità, mentre le palette in alluminio solidali al piantone sono semplicemente perfette: si utilizzano anche a “sproposito”, quando non è strettamente necessario cambiare marcia, ma solo per il gusto di farlo e sentire il “click” metallico che segue. Lo spazio è adeguato anche dietro (meglio per quattro persone) pur con un tunnel centrale particolarmente ingombrante, e il bagagliaio da 480 litri resta il giusto nella vita quotidiana.
Prova su strada e consumi
La vera essenza della Giulia Quadrifoglio emerge appena si preme il pulsante di avviamento. Il V6 2.9 biturbo da 520 CV (+ 10 CV) e 600 Nm è un motore vivo, nervoso, sempre pronto a salire di giri con una doppia anima ben percepibile: pieno già intorno ai 3.000 giri, rabbioso oltre i 5.000, fino a spingere con decisione verso i 6.500 giri.
In città, sorprende per una certa docilità. In modalità Advanced Efficiency il cambio ZF a 8 rapporti lavora in modo fluido e quasi impercettibile, mentre il motore resta relativamente discreto. L’assetto è rigido, ma mai davvero scomodo. Questo è merito di una messa a punto sopraffina: contrariamente a quanto avviene in buona parte delle auto contemporanee, gli ingegneri Alfa non hanno dovuto ricorrere ad una taratura delle sospensioni estrema per rendere Giulia affilata. Il grip meccanico è così elevato e la piattaforma così solida che si è potuto scegliere un set-up gentile, che non costringesse gli utilizzatori a sorbirsi un assetto inutilmente rigido. Attenzione però ai freni carboceramici: a freddo richiedono qualche chilometro per entrare in temperatura, con una risposta inizialmente poco incisiva.
Fuori città, la Giulia cambia pelle. Il telaio Giorgio è ancora oggi un riferimento assoluto: leggero, bilanciato, comunicativo. Lo sterzo, pur meno estremo rispetto alle prime versioni, resta uno dei più diretti e informativi disponibili. Bastano poche curve per capire cosa stanno facendo le ruote anteriori, con una connessione uomo-macchina che oggi è sempre più rara. L’inerzia è pressoché assente, Giulia danza tra una curva e l’altra sfruttando un appoggio laterale incredibilmente sicuro e stabile. Sai che puoi osare, poiché la vettura permette molto e in questo ampio margine di sicurezza risiede buona parte del divertimento. Pur essendo una trazione posteriore pura non senti la soglia del grip vicina, anzi. Se ricerchi la guida “sporca”, percepisci quel limite che si avvicina gradualmente, senza mai presentare il conto in anticipo.

In modalità Dynamic, tutto si fa più intenso. Le sospensioni si irrigidiscono, il cambio diventa più aggressivo e il differenziale autobloccante meccanico (a sostituzione del precedente e-LSD) permette al retrotreno di muoversi con maggiore libertà. Il risultato è una guida coinvolgente, a tratti brutale ma mai nervosa e imprevedibile. La trazione posteriore e i 520 CV richiedono però rispetto, soprattutto in questa modalità: specialmente su asfalto freddo o umido, il posteriore può sorprendere con reazioni improvvise ma, una volta compreso il funzionamento del retrotreno, si sblocca un nuovo livello di piacere alla guida. È però tra le curve di un passo di montagna che la Giulia Quadrifoglio trova il suo habitat naturale. Qui emerge un equilibrio straordinario tra telaio, sterzo e sospensioni. L’auto è precisa, agile, ma anche nervosa, nel senso più autentico del termine. Il nuovo differenziale meccanico migliora la prevedibilità, permettendo di gestire il sovrasterzo con maggiore naturalezza.
La frenata, una volta in temperatura, è impressionante, mentre il cambio ZF, soprattutto in scalata, lavora con una rapidità e una precisione che rendono ogni sequenza di curve una danza perfetta. Non è l’auto più facile da guidare al limite, ma è una di quelle che restituisce di più a chi sa interpretarla e sfruttarla.
I consumi? Passano decisamente in secondo piano. Nell’uso reale si attestano intorno ai 6-7 km/l, ma basta spingere per scendere sotto i 3 km/l. Non è un’auto che si sceglie per l’efficienza.
Prezzi e considerazioni finali
Con un prezzo di partenza di circa 100.700 euro, la versione Super Sport si posiziona al vertice della gamma, restando comunque competitiva rispetto a rivali come la BMW M3 o la Mercedes-AMG C 63.
Ma ridurre la Giulia Quadrifoglio a una questione di numeri sarebbe un errore. Questa è un’auto che si sceglie con il cuore, non con la testa. Non è la più tecnologica, né la più efficiente, né la più facile da guidare al limite. Ma è una delle poche capaci di creare un legame diretto con chi è al volante.
id="docs-internal-guid-7fd07e17-7fff-12c3-f950-936d7cfb13d7">La Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Super Sport è, semplicemente, una delle berline più emozionanti degli ultimi anni. E sapere che sarà una delle ultime del suo genere la rende ancora più speciale.