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Auto, vendite in crescita ed "effetto Hormuz" sulle elettriche

Salgono le immatricolazioni sia in aprile (+11,6%) sia da gennaio (+9,8%). Bene Stellantis trainata da Fiat, con la Pandina sempre regina, e dal partner cinese Leapmotor. I modelli a batteria raggiungono l'8,5% di quota mercato grazie agli incentivi 2025 e al caro carburanti. Continua l'avanzata dei marchi del Dragone. L'attesa che da Bruxelles si faccia chiarezza sul calcolo delle emissioni di CO2 allo scarico

Auto, vendite in crescita ed "effetto Hormuz" sulle elettriche
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Stellantis Italia, divisione diretta da Antonella Bruno, si presenterà ad Auburn Hills, in occasione dell’Investor Day del 21 maggio prossimo, con risultati di vendita positivi sia in aprile (+13,6%) sia nei primi quattro mesi dell’anno (+15,1%). In un mercato complessivo in crescita (+11,6% ad aprile e +9,8% da gennaio), sempre Stellantis ha segnato, rispettivamente, una quota di penetrazione pari al 31,4% e al 32,2%. Dati, questi, che includono le immatricolazioni anche del partner cinese Leapmotor in costante crescita: +1.300% il mese scorso (2,9% di quota) e leader nel mercato delle auto elettriche con la piccola T03. Bene ancora Fiat (+31% e +30,1%) e Lancia (+3% da gennaio) per gli ex Fca, +19,6 e + 8,3%, invece, per Opel (ex Psa). La classifica dei modelli più richiesti in aprile vede al comando sempre la Fiat Pandina, seguita dalla Jeep Avenger e dalla cinese Leapmotor T03, mentre la Grande Panda è sesta. Dall’inizio dell’anno sempre in testa è la Pandina, quindi la Avenger, terza la Grande Panda e quarta la T03 elettrica. Tra i marchi del Dragone, in aprile Byd sfiora il 3% di quota, Mg (Saic) è al 3,9%, mentre Omoda & Jaecoo volano al 2,5%.
“Il buon andamento che si è delineato nel primo scorcio di quest’anno - commenta Gian Primo Quagliano (Centro studi Promotor) - è significativo ed è senza dubbio dovuto principalmente all’aumento delle vendite per gli incentivi all’acquisto di auto elettriche (la quota è salita dal 5,2% nei primi 10 mesi del 2025 all’attuale 8,5%, ndr). È comunque plausibile che all’effetto incentivi si stia sommando un maggior interesse per l’auto elettrica, anche se non sostenuta dagli ecobonus”. La crisi mediorientale e il rincaro dei prezzi dei carburanti hanno inciso sull’andamento del mercato, anche se il confronto con il resto dell’Europa (quota del 21,8%) è ancora fortemente negativo.
Le aspettative per i prossimi mesi da parte dei concessionari? “Su un campione rappresentativo - fa sapere Quagliano - emerge che soltanto l’11% dei concessionari prevede per i prossimi tre/quattro mesi un aumento delle immatricolazioni, mentre il 56% si aspetta una stabilità e il 33% un calo delle vendite”. Le preferenze degli italiani sono indirizzate sulle motorizzazioni mild e full hybrid (50,8% di quota), in crescita anche le ibride ricaricabili (8,4%).
Massimo Artusi, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari in Italia, fa il punto sulla situazione in Europa in attesa che da Bruxelles si decidano a mettere nero su bianco in tema di revisioni normative. “Apprezziamo - afferma Artusi - l’importante novità introdotta dal Count Emission Regulation, la normativa che fissa i criteri di calcolo delle emissioni di CO2 prodotte dai servizi di trasporto, che affida obbligatoriamente la misurazione dell'impatto di CO2 alla metodologia che calcola le emissioni secondo il criterio Well-to-Wheel (WtW), cioè dal pozzo alla ruota. Questa è un’indicazione normativa estremamente positiva, che ci auguriamo possa indicare un segnale di cambio di rotta dell’Europa nei criteri da adottare per misurare l'impatto della CO2 dell’automotive per il quale è ancora prevista l'impiego dell’opinabile criterio Tank-to-Well (dal serbatoio alla ruota) che, escludendo dal calcolo delle emissioni tutta la fase di produzione e utilizzo del vettore energetico, finisce per favorire una sola tecnologia, quella elettrica, senza considerare il complessivo impatto ambientale”.
Infine, ecco l’aggiornamento sulle stime di chiusura d’anno del mercato italiano. Il volume delle immatricolazioni si dovrebbe attestare a 1.631.

266 di unità, “con un incremento del 6,9% sul 2025, ma con un calo ancora elevatissimo rispetto al 2019 (-14,9%), per non parlare del confronto con il 2007, anno che ha preceduto la crisi dei mutui subprime quando le vendite toccarono quota 2.493.106; ma in quel periodo non si erano ancora verificati gli effetti della politica ecologista dell’Unione europea”, la precisazione del Centro studi Promotor.

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