BYD non è un nome nuovo nel mondo delle batterie - l'azienda di Shenzhen nasce nel 1995 proprio come produttrice di accumulatori - ma nel panorama automobilistico europeo è ancora una presenza relativamente recente, e con la Dolphin Surf lancia il suo attacco più diretto al cuore del mercato: le utilitarie elettriche accessibili. Un segmento affollato, dove si trovano avversarie agguerrite come la Fiat Grande Panda Electric, la Hyundai Inster e la Dacia Spring, ma dove la casa cinese si presenta con argomenti concreti: un prezzo d'attacco che parte da 19.490 euro per la versione Active con batteria da 30 kWh, una dotazione tecnologica insolita per la categoria e un design che non passa inosservato. La versione che abbiamo provato è la Comfort, la più ricca e potente della gamma, con batteria da 43,2 kWh e motore da 156 CV: il suo listino è di 25.990 euro, ma BYD la propone anche con un finanziamento da 99 euro al mese (per 36 rate, al prezzo scontato di 21.990 euro). Un'offerta che merita attenzione, a patto di sapere cosa si sta comprando.
Dimensioni e design
La Dolphin Surf è lunga 399 cm, larga 172 cm e alta 159 cm, con un passo di 2,5 metri: numeri da utilitaria compatta, collocata quindi nella fascia delle citycar cresciute, dove ogni centimetro deve essere sfruttato al meglio. La carrozzeria, però, non tradisce la sua categoria con un look anonimo: il frontale è basso e appuntito, con fari trapezoidali dalle vaghe reminiscenze Lamborghini - del resto, il responsabile del design di BYD è Wolfgang Egger, che ha lavorato a lungo per il marchio di Sant'Agata Bolognese. Le fiancate sono vive, percorse da nervature e superfici scavate, mentre la coda è alta e verticale, con uno spoiler vistoso sopra il piccolo lunotto e una barra luminosa che collega i fanali orizzontali. Un elemento stilistico curioso è il montante C con motivo a matrice di punti - ispirato ai cristalli di ghiaccio, dice BYD - che crea un effetto "tetto galleggiante", come se la parte superiore della carrozzeria fosse scollegata dal corpo vettura. Il risultato è un'auto riconoscibile, con una personalità visiva ben definita. Non piacerà a tutti, ma non si può dire che non abbia carattere.

Interni e tecnologia
Aprendo le portiere si scopre che la Dolphin Surf sa sorprendere. L'abitacolo è ampio in relazione alle dimensioni esterne, con quattro posti reali e un buon agio sia per la testa che per le spalle anche nella fila posteriore - l'omologazione è per quattro persone, e in quattro si sta davvero comodi. La plancia ha una forma originale "a onda", con una combinazione di tessuto e plastica che al tatto risulta piacevole, e i pannelli sono montati con cura. I materiali restano rigidi, ma l'effetto complessivo è quello di un abitacolo moderno e ben rifinito per la fascia di prezzo. Al centro della scena c'è lo schermo da 10,1 pollici, che gestisce infotainment, climatizzatore e diverse funzioni del veicolo. Il display può ruotare di 90 gradi per assumere un orientamento verticale, con un effetto tablet che strizza l'occhio allo stile smartphone: una trovata scenografica che non trova, però, concreti vantaggi pratici. Sotto al display, appaiono dei tasti fisici a rullo color alluminio che facilitano la gestione quotidiana. Il cruscotto digitale da 5 pollici è gradevole graficamente, ma poco configurabile e con alcune scritte molto piccole, un dettaglio che chi non ha una vista perfetta noterà.
Il sistema multimediale integra Android Auto e Apple CarPlay wireless, controllo vocale (si attiva con "Ciao, BYD"), navigazione con connettività 4G e aggiornamenti OTA. Tramite Wi-Fi esterno è possibile scaricare app aggiuntive come Spotify, Amazon Music e persino videogiochi. La versione Comfort aggiunge le telecamere a 360 gradi, molto utili in manovra. Notevole la presenza della tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), che consente di alimentare dispositivi esterni fino a 3,3 kW usando la batteria dell'auto: dalla macchina del caffè alla bici elettrica, collegandoli alla presa esterna del veicolo. I sedili anteriori sono comodi, rivestiti in ecopelle, riscaldabili e a regolazione elettrica - un equipaggiamento che di solito appartiene a categorie superiori. Non mancano più di venti vani portaoggetti distribuiti nell'abitacolo incluso un doppiofondo nel bagagliaio, che completano un'offerta di praticità quotidiana convincente. Il bagagliaio si ferma a 308 litri con tutti i sedili in uso (1.037 con gli schienali abbattuti): non è un grande numero per la categoria, ma la forma è regolare. Va segnalata la soglia di carico alta, a 77 cm da terra, e la mancanza della cappelliera.

Prova su strada
Salire a bordo della Dolphin Surf Comfort e inserirsi nel traffico cittadino è un'operazione immediata e quasi istintiva. Lo sterzo è leggero, il raggio di svolta ridotto permette di infilarsi nei varchi e fare inversioni a U dove altre auto rinunciano, e le sospensioni - irrigidite rispetto alle versioni destinate al mercato cinese - assorbono le asperità del manto stradale senza trasmettere fastidi all'abitacolo: difficile trovare altre utilitarie così sofisticate su questo fronte. L'impressione generale è quella di un'auto ben bilanciata per il contesto urbano, disinvolta e mai stancante da guidare. A dare carattere alla guida contribuisce il motore, che con i suoi 156 CV si fa sentire quando si vuole. Le tre modalità di guida - Normal, Eco e Sport - cambiano in modo sensibile il carattere dell'auto: in Eco la risposta all'acceleratore è volutamente smorzata e i consumi si riducono, mentre Sport trasforma la Dolphin Surf in qualcosa di più vivace del previsto per una citycar. Lo scatto ai semafori è convincente, e non ci si aspetterebbe tanta prontezza da un'auto di queste dimensioni e di questo prezzo. I freni fanno il loro lavoro con efficacia, anche se il pedale risulta un po' spugnoso nella prima parte della corsa. Un appunto va fatto sulla frenata rigenerativa, disponibile solo in due livelli di intensità entrambi piuttosto blandi, e sull'assenza del one-pedal drive: chi arriva da altre elettriche potrebbe sentirne la mancanza.
Sul fronte dell'autonomia occorre essere onesti: i 310 km dichiarati nel ciclo WLTP sono un riferimento, non una promessa. Nell'uso reale sulle strade statali ci si attesta intorno ai 340/350 km - con picchi in città anche di 400 km, considerato il consumo medio registrato di 10,3 kWh/100 km - mentre in autostrada il valore scende in modo più marcato. La batteria da 43,2 kWh di tipo LFP - con celle Blade prodotte direttamente da BYD - privilegia longevità e sicurezza rispetto alla densità energetica, e questo spiega in parte il limite rispetto ad alcune rivali. Per chi usa l'auto prevalentemente in città, l'autonomia è gestibile e più che adeguata senza troppi patemi; per i viaggi lunghi, invece, bisogna pianificare le soste di ricarica con attenzione. Alle colonnine rapide in corrente continua si accettano fino a 85 kW, sufficienti per passare dal 10% all'80% in circa mezz'ora; in alternata, con wallbox da 11 kW, la ricarica completa richiede circa cinque ore.
Prezzi e considerazioni finali
La gamma Dolphin Surf si articola su tre versioni: Active (batteria da 30 kWh, 88 CV, autonomia dichiarata 220 km) a partire da 19.490 euro; Boost (batteria da 43,2 kWh, 88 CV, autonomia dichiarata fino a 320 km) e Comfort (43,2 kWh, 156 CV, 310 km WLTP), quest'ultima proposta a 25.990 euro. BYD affianca al prezzo di listino formule di finanziamento aggressive, con rate da 99 euro al mese sulla Active e offerte analoghe sulle versioni superiori.
La Dolphin Surf Comfort è un'auto che fa molte cose bene e poche cose male. La dotazione tecnologica è generosa, l'abitacolo sorprende per spaziosità, il design è riuscito e il motore da 156 CV offre uno sprint inaspettato. I limiti sono quelli tipici della categoria - bagagliaio non esaltante, autonomia sufficiente per l'uso urbano ma da gestire con attenzione sui percorsi extraurbani lunghi - e qualche dettaglio di finiture che tradisce ancora l'origine cinese, come la piastra di ricarica wireless in plastica sottile o il sistema di rilevamento della stanchezza un po' troppo sensibile e invasivo. Ma al prezzo a cui si propone, con una dotazione che molte europee si sognano, la Dolphin Surf è un’alternativa difficile da ignorare.