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L’esercito di Sua Maestà dice addio alle Land Rover: dopo oltre 70 anni, la fine di un’era

Il ritiro della storica flotta segna la fine di un’icona a 4 ruote, mentre Londra avvia la ricerca di un fuoristrada che possa essere all’altezza delle sfide operative del XXI secolo, l’esercito di Sua maestà dice addio alle sue Land Rover

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Hanno accompagnato le truppe britanniche in quasi tutti i teatri operativi, su ogni terreno, dalle sabbie di Aden, quando le Land Rover dello Special Air Service venivano dipinte di rosa per sparire nell’orizzonte alla luce dell’alba, con il soprannome di “Pink Panther”, a ogni spostamento della lunga Guerra Fredda, con la loro classica livrea verde inglese, in patria e nelle basi NATO d’Oltremanica, fino alle fredde montagne dell’Afghanistan, per raggiungere il nemico sulle piste sterrate della lotta al terrorismo. Ora, dopo 70 anni di glorioso servizio, l’iconico fuoristrada progettato da Maurice Wilks nel 1947 si avvia a marce serrate sul viale del tramonto, perché l’Esercito di Sua Maestà ha avviato il ritiro progressivo della sua flotta composta da quasi 5.000 veicoli 4x4, affettuosamente soprannominati “Landy”, segnando la fine di un’epoca che ha già scelto una data: il 2030.

Semplici, affidabili e straordinariamente versatili, questi veicoli fuoristrada hanno rappresentato per decenni la spina dorsale della mobilità militare britannica nei pattugliamenti a lungo raggio su terreni accidentati, nei collegamenti operativi e nel trasporto di personale ed equipaggiamenti. Le Land Rover hanno incarnato il concetto di “cavallo di battaglia” in perfetto stile britannico per le forze armate del Regno Unito, ma le nuove sfide del XXI secolo richiedono mezzi nuovi.

La Land Rover e l’Esercito britannico condividono una storia incredibile, e l’immagine di una Land Rover in livrea militare è davvero iconica”, ha sottolineato il Ministro per la Prontezza della Difesa e l’Industria, Luke Pollard, in occasione dell’evento commemorativo tenutosi presso la Scuola per Veicoli Corazzati da Combattimento dell’Esercito britannico. La Difesa sta “guardando al futuro dei veicoli leggeri per la mobilità” e, rendendo omaggio alla straordinaria flotta, ha dato avvio alla gara d’appalto per dotare le forze armate di un veicolo moderno.

È in questo contesto che si apre il Land Mobility Programme, destinato a individuare il successore della Land Rover. Mettendo da parte le nostalgie, l’obiettivo è garantire all’Esercito britannico una piattaforma moderna, capace di sostenere operazioni e sfide future, offrendo al contempo nuove opportunità all’industria nazionale.

Nel corso della lunga carriera militare delle “Landy”, sono state sviluppate diverse varianti progettate su misura per esigenze operative specifiche. Tra queste figurano l’ambulanza Serie IIA, in grado di trasportare fino a quattro barelle e un medico; la già citata Pink Panther della Serie IIA, sviluppata per le forze speciali SAS e impiegata in missioni nel deserto e ricognizioni a lungo raggio in Oman e in Yemen; il prototipo anfibio SIIA 109, pensato per operazioni di sbarco mai realmente effettuate; e il semicingolato multiruolo V8 Centaur, un ambizioso tentativo di combinare le caratteristiche di un veicolo stradale con quelle di un mezzo corazzato, grazie a un sistema di cingoli derivato dal carro leggero Scorpion.

Il ritiro delle “Landy”, iniziato ufficialmente questa settimana, segna la fine di un’era e una tappa significativa nell’evoluzione delle capacità di mobilità dell’Esercito britannico, che ha già testato nuove opzioni, come il veicolo tattico Fering Pioneer X destinato alle forze speciali. Ora dovrà trovare un mezzo ugualmente flessibile e versatile come il Defender, nelle versioni 90 e 110, e Wolf.

Guardando al futuro dei veicoli per la mobilità leggera militare, è giusto rendere omaggio a questa straordinaria flotta che ha servito le nostre Forze Armate con tanta fedeltà”, ha concluso Pollard.

Mentre le prime “Landy” spengono i fari con l’ultimo giro di chiave, lo sguardo è già rivolto a una nuova generazione di veicoli destinati a operare in un campo di battaglia sempre più complesso e interconnesso. Sapranno servire i soldati del Regno Unito, “Over the Hills and Far Away”, con la stessa inarrestabile affidabilità?

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