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Renault Clio E-Tech 2026: la piccola francese che non si accontenta più

Sesta generazione per l'utilitaria più venduta di Francia: più grande, più tecnologica e con un ibrido più potente. Ma il prezzo cresce di conseguenza

Renault Clio E-Tech 2026: la piccola francese che non si accontenta più

Trentacinque anni, sei generazioni, oltre 17 milioni di esemplari venduti in 120 Paesi: la Renault Clio è uno di quei modelli che non ha bisogno di presentazioni. Eppure ogni volta che cambia, deve dimostrare di aver ancora qualcosa da dire in un segmento che non perdona chi si ferma. Con questa sesta generazione Renault sceglie di alzare l'asticella su tutti i fronti: design più muscoloso, abitacolo avvicinato alla categoria superiore e un sistema ibrido evoluto che porta la potenza complessiva a 156 CV. Rispetto alla generazione precedente, l'auto cresce in tutte le dimensioni, si affina nella tecnologia e affina anche il carattere. Il prezzo di partenza della gamma è di 18.900 euro per la versione Evolution a benzina; la 1.8 E-Tech 160 Techno che abbiamo provato costa 26.700 euro, un posizionamento che chiede alla Clio di confrontarsi con avversarie di rango.

Dimensioni e design

La nuova Clio misura 412 cm in lunghezza, 177 cm in larghezza e 145 cm in altezza, con un passo di 259 cm: rispetto alla generazione precedente guadagna rispettivamente 7 cm, 4 cm e 1 cm, crescita frutto soprattutto dell'allargamento delle carreggiate (4 cm davanti, 1 dietro) per migliorare la tenuta di strada. Il peso si attesta intorno ai 1.256 kg nella versione ibrida. Non sono numeri da crossover, ma non sono più nemmeno quelli di una citycar da parcheggio “improvvisato”: la nuova Clio occupa un territorio preciso, quello dell'utilitaria che aspira a fare tutto senza rinunciare a nulla.

Il design è il cambiamento più visibile e, probabilmente, quello più divisivo. Il frontale è basso e penetrante, con gruppi ottici full LED dall'effetto tridimensionale che sembrano quasi staccarsi dalla carrozzeria - una soluzione scenografica che dà all'auto un'identità riconoscibile anche a distanza. Di lato le linee sono tese e slanciate, con le maniglie posteriori ancora nascoste nella cornice dei finestrini - un dettaglio di stile che la Clio si porta dietro dall'ultima generazione e che contribuisce a un profilo pulito, quasi “coupéggiante”. La coda è la parte che cambia di più: il lunotto è molto più inclinato rispetto a prima, i fanali sono ridisegnati e l'insieme è più dinamico. Una scelta estetica riuscita, a patto di accettare che quella pendenza del lunotto riduca un po' la visibilità posteriore.

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Interni e tecnologia

Aprire la portiera e sedersi a bordo è il momento più convincente di tutta la presentazione. L'abitacolo della nuova Clio fa un salto di categoria netto rispetto alla generazione precedente: la plancia è impreziosita da un rivestimento in tessuto imbottito, i materiali hanno una qualità percepita superiore a quella che ci si aspetterebbe in questo segmento e l'ambiente generale trasmette cura e modernità. Il protagonista è il doppio display da 10,1 pollici in configurazione a V: quello del cruscotto è configurabile, ha una grafica accattivante e può mostrare anche la mappa del navigatore, mentre quello centrale gestisce l'infotainment con l'integrazione dei servizi Google - assistente vocale, navigatore, accesso al Play Store - oltre ad Android Auto e Apple CarPlay wireless. Sotto al display, una fila di tasti fisici facilita l'accesso rapido alle funzioni di bordo più usate, come il climatizzatore automatico monozona; a sinistra del piantone dello sterzo c'è un tasto dedicato a disattivare in un colpo solo gli aiuti alla guida più invasivi.

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Meno riuscite invece le tre levette a destra del piantone - cambio, tergicristalli e comandi audio - che si confondono facilmente tra loro, come già riscontrato su altri modelli recenti del costruttore francese. Il divano posteriore offre un buon agio per due persone, ma per tre comincia a stringere, e lo spazio per le gambe è discreto senza essere generoso. La linea del tetto leggermente discendente verso la coda taglia qualche centimetro in altezza per chi supera il metro e ottanta. Mancano le maniglie di appiglio nel soffitto, una dimenticanza che si nota. Ben studiata la zona tunnel, con portaoggetti capienti e alcuni richiudibili da una cover magnetica; più modeste le tasche nelle portiere. Il bagagliaio nella versione E-Tech misura 309 litri con i sedili in uso - meno dei 391 della versione termica, perché la batteria ibrida è alloggiata sotto il piano di carico - ma la forma è regolare e la praticità quotidiana non ne risente in modo significativo.

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Prova su strada

La versione che abbiamo provato monta il sistema full hybrid E-Tech nella sua forma più evoluta: un quattro cilindri 1.8 aspirato da 109 CV affiancato da due unità elettriche e da una batteria da 1,4 kWh, per una potenza combinata di 156 CV - commercializzata come "160" per continuità con la nomenclatura di gamma. Il cambio è un robotizzato multimodale senza sincronizzatori, con quattro rapporti dedicati al motore termico e due all'elettrico, che Renault deriva concettualmente dalle esperienze in Formula 1: non è prevista la modalità manuale, si lavora solo in automatico.

In strada, la prima impressione è quella di un'auto fluida e ben amalgamata. Il sistema ibrido lavora in modo quasi impercettibile, passando tra termico ed elettrico senza strappi né discontinuità - un miglioramento tangibile rispetto alla generazione precedente, dove le commutazioni erano a volte più avvertibili. In città la Clio si muove spesso in elettrico, e questo si traduce in un comfort acustico apprezzabile e in consumi che si attestano ben al di sopra dei 21 km/l indicati dal computer di bordo durante il test. Lo scatto ai bassi regimi è pronto, la coppia elettrica compensa la natura aspirata del 1.8 e il risultato è un'auto brillante senza essere nervosa. Anche l'agilità è buona, con uno sterzo leggero e un raggio di svolta adeguato alla vita urbana.

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In modalità Sport il carattere cambia: il motore termico rimane acceso, il cambio tende a tenere i rapporti più a lungo per offrire una risposta più immediata e lo sterzo acquista una leggerezza di assistenza leggermente diversa - non è tra i più precisi della categoria, ma non vuole nemmeno porsi questo obiettivo. Su percorsi extraurbani l'auto si rivela stabile e piacevole; qualche scossone in più si avverte sulle buche più marcate, complice anche il fatto che la vettura del test montava pneumatici da 18" con spalla più bassa rispetto agli 16" di serie. I freni sono davvero convincenti, ma il pedale è duro e dalla corsa breve: non è il più modulabile, e chi cerca una frenata progressiva - tipicamente da città - e naturale dovrà farci l'abitudine. La frenata rigenerativa è presente e si intensifica selezionando la modalità B sulla leva, ma il rallentamento resta contenuto. Sul consumo reale, i numeri dichiarati di 3,9 l/100 km (circa 25,6 km/l) sono un obiettivo più che raggiungibile nell'uso misto nei momenti più favorevoli, specie se si percorre una buona quota di tragitti urbani.

Prezzi e considerazioni finali

La gamma 2026 si articola su tre allestimenti: Evolution, Techno ed Esprit Alpine, disponibili con motorizzazione 1.2 TCe 115 CV a benzina (da 18.900 euro), 1.8 E-Tech 160 CV full hybrid (da 24.900 euro) o la più recente Benzina-GPL da 120 CV e cambio automatico, da 20.900 euro. La versione Techno ibrida provata costa 26.700 euro e aggiunge, rispetto alla Evolution, i cerchi in lega da 16", il climatizzatore automatico, il cruscotto digitale da 10" e il navigatore con servizi Google integrati. Al vertice della gamma c'è la Esprit Alpine a 28.300 euro, con cerchi da 18", monitoraggio dell'angolo cieco e frenata automatica in retromarcia. Nella seconda metà del 2026 si aggiungerà la versione a GPL da 120 CV con cambio automatico.

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La nuova Clio è un'auto matura, consapevole di sé e costruita con una logica chiara: crescere senza snaturarsi. Il sistema ibrido è la sua arma migliore - efficiente, fluido e appagante nell'uso quotidiano - e l'abitacolo fa un salto di qualità che si sente davvero.

I limiti ci sono: il pedale del freno non è dei più comodi per la città, il divano posteriore non è generoso per tre adulti e i prezzi della versione ibrida si collocano in una fascia dove la concorrenza non manca. Ma per chi cerca un'utilitaria completa, tecnologica e piacevole da guidare ogni giorno, la Clio ha ancora molto da dire.

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