Alberto Santilli, amministratore delegato di Toyota Motor Italia, perché la “T”, la lettera iniziale del nome Toyota, ha per voi un’importanza particolare?
“T non è solo l’iniziale di Toyota - precisa Santilli - ma questa lettera rappresenta molto altro, parla anche di noi come persone. La T è infatti composta da due elementi, quello orizzontale e quello verticale. Una lettera che sta a indicare la solidità, le tradizioni, la cultura e le radici che nutrono una pianta. Tutto il nutrimento, infatti, viene dalla storia, dalle tradizioni e dalla cultura dai valori. Un’azienda, però, non può essere solamente il presente o il passato, ma deve guardare al futuro. Ecco, allora, che questa T rappresenta, per così dire, le antenne aperte al domani, quelle di un'azienda e di un gruppo di persone che hanno la sensibilità e la voglia di percepire i segnali che vengono dal mercato e dalla società, per fare in modo che un'azienda sia effettivamente aperta al cambiamento e a un’innovazione che trae sempre il fondamento e la forza dalla storia. Toyota è protagonista di un'innovazione in grado, effettivamente, di creare benefici per i nostri clienti”.
Toyota, leader mondiale anche nel 2025 con 11,3 milioni di veicoli venduti e, per quanto riguarda l’Italia, primo importatore con una quota mercato che sfiora l’8%. La soddisfazione non manca.
“Toyota rappresenta sempre un modello da seguire. Guardando il nostro Paese, ci piace affermare che Toyota ama l'Italia e che gli italiani amano Toyota. La nostra scelta strategica, presa diversi anni anni fa, è stata quella di essere un'azienda che fa della multi-tecnologia non uno slogan, bensì un modo di pensare, di lavorare e di realizzare prodotti in maniera reale e concreta. Una scelta, dunque, che oggi diciamo vincente e che effettivamente incontra i bisogni e le necessità dei clienti. Toyota, infatti, è in grado di offrire tante tecnologie elettrificate fino ad arrivare all'idrogeno”.
Dunque, un esempio nella sostanza di visione multi-energy.
“Assolutamente sì, noi siamo un'azienda globale, un player in grado di offrire soluzioni diverse a clienti diversi con, oggettivamente, esigenze diverse”.
Avere coniato uno slogan sicuramente impegnativo: “Fare sempre meglio”.
“Questo slogan corrisponde alla realtà: noi non ci accontentiamo mai e riteniamo che il miglioramento continuo sia, come dire, uno dei fattori di successo di questa azienda che è perennemente insoddisfatta. Attenzione, però, si tratta di un'insoddisfazione chiaramente positiva, un'insoddisfazione che genera la voglia in tutti noi di fare sempre di più e sempre meglio per creare sempre maggiore valore per i nostri clienti”.
Santilli, la vostra visione, ribadita dal numero uno Akio Toyoda, non parla di “l’auto per tutti”, come spesso si sente anche a livello istituzionale, ma di “l’auto per ognuno di noi e secondo le esigenze specifiche di ognuno di noi”.
“Esattamente così, noi pensiamo che non esista un'unica tecnologia, un'unica automobile, ma debbono esistere automobili diverse per clienti diversi”.
Come andrà a finire il braccio di ferro europeo sul Green Dean legato alla mobilità?
“Mah… Diciamo che una porta si è leggermente aperta. L’auspicio è che siano recepite non solo le istanze delle case automobilistiche, ma ancora di più quelle dei clienti europei.