Milano è un giudice severo. Non concede tregua: semafori ravvicinati, binari del tram, pavé, corsie che si stringono all’improvviso. È qui che abbiamo messo alla prova le nuove Symbioz e Austral, due SUV di segmento C che condividono la filosofia full hybrid ma interpretano in modo diverso lo stesso concetto di mobilità efficiente. E proprio tra centro e prima periferia è emersa con chiarezza la loro personalità: distinte, complementari, entrambe convincenti.
Renault Symbioz
Symbioz è la novità tecnica più interessante. Sotto il cofano debutta il sistema Full Hybrid E-Tech 1.8 da 160 CV, con due motori elettrici, batteria da 1,4 kWh e trasmissione multimodale a innesto a denti senza frizione. Il dato dichiarato da Renault di 4,3 l/100 km WLTP e 98 g/km di CO₂ racconta l’ambizione di efficienza del progetto. Ma al di là dei numeri, è la sensazione al volante che colpisce: in città l’auto si muove con naturalezza, sfrutta bene la componente elettrica nelle ripartenze e accompagna il traffico con una fluidità che rende la guida rilassata. Nel nostro test urbano la Symbioz ha dato l’impressione di “guidare compatta”: facile da inserire nelle svolte strette, stabile anche quando il fondo non è perfetto, sempre progressiva nella risposta. Tiene bene la strada, non si scompone sui cambi di direzione e riesce a coniugare comfort e precisione con un equilibrio riuscito. È un SUV che nasce per la città, ma non si limita a essa: nei tratti più scorrevoli mantiene compostezza e solidità, dimostrando di essere adatto anche a contesti extraurbani.
Renault Austral
Austral, invece, gioca la carta della maturità. Il restyling la avvicina nel linguaggio stilistico a modelli come Renault Rafale e Renault Espace, con un frontale più deciso e una presenza più marcata. Sotto, resta il full hybrid E-Tech da 200 CV, oggi scelto – secondo Renault – da circa l’80% dei clienti del modello. Il consumo dichiarato di 4,7 l/100 km WLTP conferma l’attenzione all’efficienza anche su una vettura più strutturata. Su strada Austral trasmette una sensazione diversa ma altrettanto soddisfacente:, più rotonda nell’assorbire le imperfezioni, più silenziosa nell’insieme. Nei tratti veloci fuori città la maggiore potenza si percepisce in una spinta piena e lineare, mentre in urbano sorprende per maneggevolezza grazie al 4Control Advanced, che riduce il diametro di sterzata fino a 10,1 metri e permette alle ruote posteriori di sterzare fino a 5 gradi in controfase a bassa velocità. Il risultato è un SUV che tiene molto bene la strada, rimane preciso tra le curve e si muove con agilità anche negli spazi più stretti.
Dinamica e stabilità
Entrambe condividono una qualità dinamica evidente: stabilità e sicurezza di appoggio. Non c’è mai la sensazione di incertezza, nemmeno nei cambi di corsia più decisi o nelle curve affrontate con ritmo. Symbioz privilegia l’immediatezza e la leggerezza percepita; Austral aggiunge una dose ulteriore di comfort acustico e di raffinatezza, con interventi che riducono la rumorosità e migliorano l’isolamento.
Interni e tecnologia
Symbioz punta su un’impostazione moderna e funzionale, costruita attorno all’esperienza digitale OpenR link con Google integrato e a soluzioni pensate per la vita di tutti i giorni, come il tetto panoramico Solarbay che varia l’opacità per gestire luce e comfort in abitacolo. Austral alza l’asticella sul fronte hi-tech e della personalizzazione: porta il doppio display OpenR con quadro digitale da 12” e schermo centrale fino a 12,3”, affiancati dall’head-up display da 9,3”, e introduce il riconoscimento del conducente con profilo dedicato richiamato automaticamente, con dati memorizzati in auto.
Symbioz più accessibile, Austral più ricca
Sul listino la separazione è netta e rende evidente la logica della doppia proposta: Symbioz parte da 28.350 euro in mild hybrid e da 32.
550 euro in full hybrid, posizionandosi come porta d’ingresso più concreta e “smart” al mondo dei SUV ibridi Renault. Austral sale di fascia con un prezzo di partenza di 35.700 euro e arriva a 43.200 euro nell’allestimento esprit Alpine.