Il Venezuela ha firmato un accordo strategico con Eni e con la spagnola Repsol per rafforzare lo sfruttamento del giacimento offshore Cardón IV, uno dei più importanti dell’America Latina. L’intesa coinvolge direttamente la compagnia statale Pdvsa e punta a consolidare la produzione di gas naturale, garantendo in primo luogo l’approvvigionamento interno del Paese e aprendo prospettive anche per future esportazioni.
Secondo quanto comunicato dalle autorità venezuelane, l’accordo «mira ad ampliare gli investimenti, aumentare la capacità produttiva e promuovere il piano strategico 2026-2028, consentendo al Venezuela di consolidare la propria posizione di fornitore affidabile di energia e potenziale esportatore di gas». Il giacimento Cardón IV rappresenta un asset fondamentale in questa strategia: le stime ufficiali indicano una produzione attuale di circa 16,4 milioni di metri cubi di gas al giorno, con margini di crescita grazie a nuovi investimenti e tecnologie.
Nel governo venezuelano non è mancato il riconoscimento per la presenza delle compagnie europee anche nelle fasi più complesse della crisi del Paese. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha sottolineato che Caracas è «molto grata a due aziende europee che sono rimaste in Venezuela, che hanno creduto nel Venezuela e che non hanno voltato le spalle al nostro popolo», rimarcando come la continuità industriale abbia contribuito a mantenere attivi progetti energetici considerati strategici.
Dal canto suo Eni ha evidenziato il valore industriale dell’intesa. In una nota la società spiega che «l’accordo annunciato dalla presidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, ci consente di proseguire in modo economicamente sostenibile le forniture di gas naturale al Paese sudamericano tramite Pdvsa nel corso del 2026 e di consolidarle e ampliarle nel più lungo termine, contribuendo alla stabilizzazione energetica». Un passaggio che sottolinea il ruolo del gruppo guidato dall’ad Claudio Descalzi (in foto) non solo come partner industriale ma anche come attore capace di sostenere lo sviluppo locale.
Eni ha infatti spiegato di essere «soddisfatta per la possibilità, prevista dall’accordo, di individuare soluzioni per l’export del gas naturale e dei liquidi, rafforzando così la posizione del Venezuela come potenziale esportatore regionale». La società italiana valuterà l’opportunità anche alla luce dell’esperienza maturata nella realizzazione di grandi progetti di liquefazione offshore del gas.