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Eni trova gas in Indonesia. E c’è l’intesa in Venezuela

Il cane a sei zampe potrà esportare entro fine 2031

Eni trova gas in Indonesia. E c’è l’intesa in Venezuela
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Mentre nel lungo termine lavora al via libera per l'export di gas dal Venezuela, Eni accelera sull'esplorazione in Indonesia e trova riserve da 140 miliardi di metri cubi, con prospettive accelerate di messa in produzione. Il presupposto per l'apertura di un terzo hub di gas nel bacino del Kutei.

La nuova scoperta di Geliga è adiacente alla scoperta a gas di Gula (circa 56 miliardi di metri cubi di gas in posto con 75 milioni di barili di condensati), non ancora sviluppata. Le valutazioni iniziali indicano che le risorse combinate di Geliga e Gula hanno il potenziale per produrre 28 milioni di metri cubi al giorno aggiuntivi di gas e 80.000 barili al giorno di condensati. Negli ultimi sei mesi, Eni ha perforato con successo altri quattro pozzi esplorativi nello stesso bacino. La campagna esplorativa proseguirà con un ulteriore pozzo previsto nel 2026 e due pozzi nel 2027.

Quanto al Venezuela, secondo indiscrezioni di Bloomberg, Eni e Repsol hanno raggiunto un accordo con il governo venezuelano per avviare entro la fine del 2031 l'esportazione di gas naturale da un grande giacimento offshore del Paese.

L'intesa si pone l'obiettivo di rilanciare un progetto rimasto a lungo fermo e prevede più che il raddoppio della produzione, con esportazioni sotto forma di gas naturale liquefatto tramite un terminale galleggiante. Le due compagnie avrebbero inoltre ottenuto garanzie sui pagamenti arretrati per il gas già estratto, ma non saldato. Il piano include l'installazione di due nuove piattaforme entro il 2028 e l'avvio delle esportazioni una volta raggiunta una determinata capacità produttiva. L'accordo estende inoltre la concessione operativa del giacimento dal 2036 fino al 2051. L'iniziativa si inserisce nel più ampio rilancio del settore energetico venezuelano, sostenuto da nuovi accordi con partner internazionali e dall'obiettivo di rafforzare la produzione di gas nel Paese.

In parallelo Saipem ha firmato con Eni Industrial Evolution il contratto principale per la realizzazione della nuova bioraffineria di Priolo, in Sicilia, progetto annunciato il 3 febbraio scorso da Eni e Q8 Italia. Il contratto da 700 milioni prevede come scadenza dei lavori la fine del 2028 e comprende le attività di Engineering, Procurement and Construction.

Il contratto, che rafforza la collaborazione avviata tra Eni e Saipem per lo sviluppo della bioraffinazione in Italia con l'accordo firmato nel 2023 e successivamente esteso nel 2025, riguarda le attività di ingegneria di dettaglio, approvvigionamento dei materiali e costruzione delle unità principali della nuova bioraffineria.

Il nuovo impianto avrà una capacità di 500 mila tonnellate/anno con un'ampia flessibilità operativa per la produzione di Saf-biojet e HVO-diesel, biocarburanti a servizio del settore del trasporto aereo e non.

Nonostante il calo di Piazza Affari, Saipem ed Eni svettano sul listino oltre il 2,5 per cento.

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