Leggi il settimanale

Mfe ora guarda a Parigi. Torna nel mirino Tv M6

Un cambio delle regole sui media a Parigi può aprire il mercato transalpino al risiko europeo

Mfe ora guarda a Parigi. Torna nel mirino Tv M6
00:00 00:00

Tornare in Francia esattamente 40 anni dopo La Cinq di Silvio Berlusconi? «Sarebbe un sogno». Ma quel sogno, svelato un mese fa dal secondogenito del Cavaliere, potrebbe presto avverarsi. Era poco prima di Natale quando Pier Silvio Berlusconi, ceo di Mfe-Mediaset, ha parlato con i giornalisti che gli chiedevano dei progetti europei dopo aver concluso, nel 2025, la conquista della Germania (75,6% di Prosieben) e l'entrata in Portogallo (32,9% di Impresa). In Francia ci sono due media privati potenzialmente in vendita, quali TF1 ed M6. «Con i primi ha detto Berlusconi - ci sono stati contatti, ma niente di concreto. Con M6 c'è stata solo un'opportunità molto teorica. Sarebbe un sogno, ma ora la priorità è su Germania e Portogallo». Però adesso la partita può riaprirsi: secondo l'agenzia Reuters, M6 (gruppo Métropole Télévision, quotato a Parigi) e il suo azionista di minoranza Cma Cgm (con circa il 10%) stanno spingendo per la riforma delle regole francesi sui media, vecchie di 40 anni e basate sul congelamento della struttura proprietaria, a sua volta legata alla durata delle licenze, oltre che a rigidi paletti antitrust.

Le norme in vigore a Parigi frenano i broadcaster ingessandoli sul mercato interno e impedendo loro di partecipare al consolidamento europeo. E quindi rendendo impossibile la competizione con i big dello streaming. In pratica, le tivù francesi sono da un lato protette dall'arrivo degli stranieri, dall'altro bloccate nella loro espansione. Ecco perché un cambio di regole potrebbe rimettere in gioco Mfe, che aveva messo gli occhi su M6 già nel 2022, puntando alla quota di controllo del 48% detenuta dal gruppo Rtl con un'offerta non vincolante di 1,2 miliardi in partnership con Xavier Niel (fondatore di Iliad). Ma Rtl ha ritirato M6 dalla vendita perché «i rischi e le incertezze legali erano troppo elevati a causa dei processi di approvazione richiesti dalle autorità antitrust». Ma ora queste ed altre norme tornano in discussione. Anche perché, nel frattempo, il titolo M6 è sceso in Borsa di oltre il 35%, da 19 a meno di 12 euro, con una capitalizzazione ridotta a meno di 1,5 miliardi. I motivi sono proprio legati alla concorrenza dello streaming e alla crisi del mercato pubblicitario della tv generalista, che nei primi 9 mesi del 2025 ha ceduto l'11%.

È in questa chiave che M6 rientra nella strategia europea di Mfe, che punta a rispondere ai big Usa con piattaforme digitali condivise e raccolta pubblicitaria integrata, al servizio di un sistema cross mediale già attivo in Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo. Manca proprio la Francia.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica