Leggi il settimanale

Recordati, un altro addio alla Borsa

Opa dei fondi Cvc e Gbl sul gruppo farmaceutico. Rossini pronto a dare le quote

Recordati, un altro addio alla Borsa
00:00 00:00

Dopo quasi mezzo secolo Recordati si prepara a lasciare Piazza Affari. I fondi Cvc e Gbl hanno lanciato un'Opa sullo storico gruppo del pharma italiano protagonista dei corsi di Borsa dal 1984, anno in cui - con l'uscita di Eni dal capitale - la società debutta come matricola.

Dopo la crescita internazionale degli anni 2000, Recordati tra il 2010 e il 2017 macina utili con il business delle malattie rare con rendimenti annui anche del 40%. Oggi il gruppo, con sede a Milano, capitalizza 10,7 miliardi di euro ed è considerata una «blue chip difensiva» italiana nel settore healthcare. Dal debutto è cresciuta di oltre il 10.240 per cento (senza dividendi) scrivendo la storia dei corsi azionari.

Di fatto, un'altra grande protagonista di Piazza Affari che si prepara quindi a scomparire dai radar dopo Tim e Mediobanca. Nel dettaglio, il prezzo proposto dai fondi è di 51,29 euro per azione, livello a cui si è uniformato il titolo nell'ultima seduta della settimana. Per una valutazione di 10,7 miliardi. Il corrispettivo incorpora un premio del 12,891% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Recordati al 25 marzo 2026, ossia l'ultimo giorno di Borsa prima della pubblicazione del comunicato stampa della società relativo alla ricezione della manifestazione di interesse non vincolante di Cvc.

Da allora, le principali condizioni «sono state soddisfatte attraverso una partnership con Gbl», spiega la nota dei fondi secondo cui «è andato a buon fine anche il completamento di un processo di due diligence approfondito e l'ottenimento delle risorse finanziarie necessarie». Recordati, sottolineano i due fondi, ha registrato una «significativa accelerazione della traiettoria di crescita e redditività e ha ampliato in modo sostanziale la piattaforma Rare Diseases, rafforzando il posizionamento strategico e le prospettive di crescita di lungo termine attraverso operazioni di M&A (fusione e acquisizione, ndr) disciplinate e accordi strategici di licenza, comprese 16 transazioni dal 2018», raccontano i fondi spiegando che la mossa apre «una nuova fase di sviluppo, caratterizzata da una serie di opportunità strategiche e la prosecuzione della crescita esterna». Una fase due che potrebbe determinare una «maggiore volatilità degli utili e una potenziale diluizione nel breve periodo, dinamiche che potrebbero non essere sempre pienamente riflesse nelle valutazioni dei

mercati pubblici», spiegano i fondi per giustificare il delisting.

Rossini Sarl, attuale azionista di controllo di Recordati ha assunto un impegno ad aderire all'offerta con tutte le 97.912.463 azioni Recordati detenute, ovvero il 46,82% del capitale. Tra gli altri membri del consorzio figurano l'Abu Dhabi Investment Authority, la canadese CPP Investment Board Private Holdings, PSP Europe e un fondo legato all'erede Andrea Recordati. L'accordo rafforzerebbe il controllo del gruppo di private equity Cvc sull'azienda ed estenderebbe la sua scommessa sulle malattie rare.

Secondo l'associazione di settore Farmindustria, l'industria farmaceutica italiana è uno dei settori manifatturieri più forti del Paese, con centinaia di aziende e oltre 130 siti produttivi attivi su tutto il territorio nazionale. Le esportazioni farmaceutiche sono più che raddoppiate nell'ultimo decennio, raggiungendo i 54 miliardi di euro lo scorso anno, il che ha generato un surplus commerciale per il settore di 21 miliardi di euro.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica