Si stringe sul futuro del quotidiano torinese La Stampa. Il gruppo Nord Est Multimedia, guidato dal numero uno di Banca Finint Enrico Marchi, ieri ha diffuso una nota per mettere in chiaro le sue ambizioni sul giornale. «A conferma dell'interesse e dell'impegno di tutti i soci, lo scorso 7 gennaio 2026 il consiglio d'amministrazione di Nem ha deliberato all'unanimità di dare seguito formale agli accordi intercorsi con Gedi già nei mesi scorsi. Con questo obiettivo, come da intese, verrà dunque presentata nei prossimi giorni un'offerta non vincolante per l'acquisizione del quotidiano La Stampa». Il fine del gruppo - che in passato ha già rilevato da Gedi i quotidiani locali Il Messaggero Veneto, Il Piccolo, Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova Venezia e Mestre e Il Corriere delle Alpi - è arrivare a una trattativa in esclusiva. L'operazione su La Stampa ha incontrato il favore di tutti i soci di Nem anche perché si profila l'ipotesi concreta di un intervento della Fondazione Agnelli, che potrebbe essere scelta come veicolo funzionale al desiderio di John Elkann di rimanere con una quota nel capitale del quotdiano. «Oltre agli attuali soci di Nem», prosegue la nota, «le adesioni al progetto coinvolgono anche esponenti del mondo dell'imprenditoria e degli investitori istituzionali del Nord Ovest in una logica di piena rappresentanza delle regioni in cui La Stampa è insediata». Segno di come l'iniziativa godrebbe dell'appoggio anche di investitori piemontesi.
Rischia invece di finire su un binario morto il tentativo del gruppo Sea, il gruppo del quale fanno parte i quotidiani La Nuova Sardegna e Il Tirreno che sarebbe pronto a fare un'offerta per La Stampa. Sapere Aude Editori, presieduta da Alberto Leonardis, avrebbe tra l'altro approcciato anche Fondazione Crt e Compagnia di Sanpaolo nel tentativo di imbarcare alleati per realizzare il suo obiettivo. Il punto è che allo stato la famiglia Agnelli-Elann sembra preferire il gruppo Nem.
Le trattative per la cessione dei quotidiani La Stampa e La Repubblica dunque proseguono su due binari distinti, dopo che inizialmente sembrava che l'imprenditore greco Theodore Kyriakou a capo del gruppo Antenna potesse rilevare entrambe le testate per poi cedere La Stampa a un altro acquirente.
Se dovessero andare in porto entrambe le trattative, il numero uno di Exor avrebbe completato la dismissione dal gruppo Gedi dei principali quotidiani cartecei del gruppo.
Mentre Repubblica festeggia i suoi 50 anni dalla fondazione di Eugenio Scalfari, i giornalisti dei due gruppi attendono di conoscere il loro destino. E se nel caso dell'armatore greco c'è timore per eventuali cure dimagranti all'organico, la presenza della Fondazione Agnelli nel capitale della Stampa sembra offrire qualche garanzia in più.