Più si avvicina il 21 maggio, giorno della presentazione dei piani futuri di Stellantis, più emergono indiscrezioni sulle possibili strategie del gruppo. Ecco allora, come riporta l'agenzia Reuters, che il ceo Antonio Filosa intenderebbe concentrare la maggior parte degli investimenti su quattro dei 14 marchi di Stellantis. Tre appartengono all'ex Fca (Fiat, Jeep e Ram) e uno all'ex Psa (Peugeot). E gli altri? Nessuna chiusura, affermano le fonti di Reuters, ma avranno rilevanza a livello regionale o nazionale e riceveranno finanziamenti per costruire modelli che utilizzano la tecnologia dei quattro marchi principali. Tra le opzioni per i marchi regionali vi sarebbe l'utilizzo di piattaforme e tecnologie sviluppate dal «poker
d'assi» di Filosa, con l'aggiunta di elementi di design interni ed esterni e una gestione personalizzata. Un'altra soluzione sarebbe quella di rimarchiare alcuni modelli per specifici mercati locali. Un'iniziativa del genere, senza fortuna, era stata avviata dall'ex ceo di Fca, Sergio Marchionne, brandizzando come Lancia, al di qua dell'Atlantico, alcune vetture dell'americana Chrysler.
Se così sarà veramente, resta da capire, guardando ai marchi iconici italiani (Alfa Romeo, Maserati, Lancia e Abarth) come questa ipotetica nuova visione non impatti sui rispettivi Dna (aspetto trascurato dalla precedente gestione Tavares). Lo stesso discorso vale, ovviamente, anche per i marchi ex Psa (Citroen, Ds e la tedesca Opel con la britannica Vauxhall). Per la serie: innovare sempre è un obbligo, ma nel rispetto delle tradizioni come chiedono a gran voce clienti e appassionati.
Il commento di Stellantis: «La combinazione unica, che unisce una portata globale a profonde radici locali, ci permette di aiutare ogni marchio a
esprimere la propria storia, il proprio carattere e i propri punti di forza distintivi, per soddisfare le esigenze e le preferenze dei nostri clienti ovunque si trovino e qualunque cosa desiderino». L'indiscrezione segue, di pochi giorni, quella lanciata da Bloomberg secondo cui ci sono costruttori interessati a rilevare o fare uso di fabbriche del gruppo, tra cui Cassino (Italia), Madrid (Spagna) e Rennes (Francia). Per il sito italiano si è fatto il nome di Dongfeng, colosso che ospiterà a Wuhan produzioni di Peugeot.
Il partner cinese Leapmotor, il cui contributo nelle vendite del 2026 di Stellantis è importante (110mila unità nel primo trimestre) e pronto a toccare quota 1 milione di auto prodotte a livello globale, sta
intanto sondando i vari Paesi allo scopo di insediarsi con un sito. Ovviamente i fari sono puntati sugli impianti del socio Stellantis e dal Salone di Pechino non si esclude che, in futuro, la scelta possa cadere sull'Italia.