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Stellantis, torna l'ipotesi di un asse con Dongfeng

Stimate consegne in crescita del 12%, occhi puntati su Cassino. E Ferrari stringe sulla sua prima elettrica

Stellantis, torna l'ipotesi di un asse con Dongfeng
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Torna alla ribalta il colosso cinese Dongfeng, tra l'altro azionista di Stellantis con una quota residua intorno all'1%, per un possibile accordo con il gruppo. La partnership, come riporta Bloomberg, riguarderebbe l'utilizzo da parte cinese di fabbriche in Europa, quelle in particolare sottoutilizzate, e in Cina per Stellantis. Ma si parla anche di interesse ad acquisire siti. La notizia ha subito fatto alzare le antenne ai sindacati in vista dell'imminente presentazione, da parte del ceo Antonio Filosa (in foto) , del piano strategico globale del gruppo. Ed ecco che l'attenzione delle organizzazioni dei lavoratori, guardando all'Italia, si è subito incentrata su Cassino, il cui impianto è quello in maggiore sofferenza (-37,4% la produzione tra gennaio e marzo) e l'unico, Atessa per i furgoni a parte (-5,8%), con il segno negativo.

La reazione di Stellantis: «L'azienda non commenta le indiscrezioni. Il gruppo intrattiene discussioni con diversi operatori del settore in tutto il mondo su varie tematiche, sempre con l'obiettivo finale di offrire ai clienti le migliori opzioni di mobilità». Più espliciti i cinesi: «Entrambi abbiamo una solida base per la partnership». Manager di Dongfeng sono stati comunque notati in alcuni impianti italiani e anche in Germania. Sempre Bloomberg, inoltre, parla di contatti precedenti con Xpeng e Xiaomi. E Leapmotor, di cui Stellantis detiene il 20% ed è in joint venture (51%) per l'Europa con risultati lusinghieri? Per l'azienda cinese, tra l'altro, si parla di un possibile approdo in Canada, con Stellantis, per la produzione di vetture elettriche a Brampton, che verrebbe così rilanciato. «Ogni casa auto ha le sue caratteristiche - spiega una fonte -, quindi potrebbero agire in parallelo senza accavallarsi». L'offerta di Dongfeng, in proposito, verte soprattutto sui motori termici e ibridi con una crescente attenzione verso il range extender (l'unità a combustione ricarica la batteria che fa muovere le ruote). Leapmotor, invece, è specializzato nell'elettrico e pure nel range extender.

Nel frattempo, le stime di Stellantis sulle consegne consolidate nel trimestre sono stimate a 1,4 milioni (+12%) grazie soprattutto a Europa e Usa. La Borsa ha reagito positivamente (+1,8% il titolo) considerando il dato un nuovo importante segnale di svolta.

Dopo Stellantis, ieri è stata la volta dell'assemblea degli azionisti di Ferrari (-0,85% a Piazza Affari) che ha confermato nei ruoli di vertice John Elkann e Benedetto Vigna. Ok alla distribuzione di un dividendo per complessivi 640 milioni.

A Maranello è in corso il conto alla rovescia che porterà al lancio, il 25 maggio, di Luce, il primo modello elettrico.

«Continueremo a tutelare l'esclusività attraverso la diversificazione orizzontale della gamma, con una media di quattro nuovi modelli l'anno, tra il 2026 e il 2030, tra motori a combustione interna, ibridi ed elettrici», la sintesi del ceo Vigna.

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