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Termoli riaccende i motori. Cancellata la Gigafactory

Stellantis: "Pronti a garantire il futuro dell’impianto". Ipotesi propulsore FireFly, ma sindacati preoccupati

Termoli riaccende i motori. Cancellata la Gigafactory
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Il ribaltone deciso da Antonio Filosa, rispetto alle strategie deleterie del “tutto elettrico” - ammonta a 22,2 miliardi di oneri il conto da pagare per Stellantis che venerdì in Borsa ha lanciato un allarme utili e bruciato il 25% della propria capitalizzazione - dell’ex ceo Carlos Tavares, sarebbe solo un assaggio di quello che il capo di Stellantis ha in serbo per il prossimo 21 maggio, quando presenterà il nuovo piano industriale. A poche ore dall’annuncio del “reset” di Stellantis e dalla brusca inversione di marcia (tutto sbagliato e tutto da rifare, il senso del Filosa-pensiero), ecco la notizia, anche se data ormai per scontata, che salta il progetto di Acc (joint venture tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies) sulla Gigafactory prevista nel sito di Termoli. L’investimento programmato da Acc: circa 2 miliardi e 1.800 posti di lavoro al 2030. Il governo aveva messo a disposizione 350 milioni, ma visti i continui ritardi rispetto ai programmi, questi fondi sono stati poi destinati ad altre iniziative.
E così, quella che per la joint venture Acc, molto cara a Tavares, avrebbe rappresentato «una pietra miliare per la partnership con l’obiettivo di fornire batterie innovative e sostenibili per la mobilità del futuro», non se ne fa niente con la scia delle logiche preoccupazioni da parte dei sindacati.
Insieme alla Gigafactory molisana, il cui progetto aveva iniziato a barcollare nel maggio 2024, tramonta anche quella che sarebbe dovuta sorgere in Germania. Del “terzetto” Acc previsto rimane attiva solo la struttura francese di Douvrin. Ma anche qui i sindacati sono in allarme, vista la situazione, per l'effettiva sostenibilità a lungo termine delle produzioni elettriche.
Stellantis, in relazione a Termoli e in attesa del piano di maggio, ha lanciato messaggi rassicuranti sul futuro del proprio stabilimento. In una nota, infatti, il gruppo ricorda il recente annuncio” sull’arrivo della linea di produzione del cambio e-Dct insieme all’investimento sui motori Gse conformi alla normativa Euro 7, garantendone il pieno utilizzo, anche dopo il 2030”.
In prospettiva, ci sarebbe anche l’aggiornamento agli standard Euro 7 del motore FireFly da montare, così si sussurra, al posto del PureTech francese (o in parallelo a seconda dei mercati e di altre variabili) che alimenta modelli come la Fiat Grande Panda e la Jeep Avenger, e che ha sempre goduto delle simpatie dell’ex Tavares. A questo punto per Termoli si aprirebbe un’altra opportunità.
Sarebbe un’ulteriore dimostrazione della maggior propensione di Filosa verso le tecnologie ex Fca.


A Saragozza ( Spagna), intanto, grazie all’investimento di oltre 4 miliardi, prosegue il piano di Stellantis e del colosso cinese Catl che porterà alla nascita di una Gigafactory (e qui Filosa è direttamente intreressato) che punta a svolgere un ruolo chiave nella transizione verso una mobilità elettrica accessibile e sostenibile.

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