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Vigna (Ferrari): "Il lancio di Luce a Roma è legato alla storia. Stop di Lamborghini all’elettrico? Ognuno ha la sua strategia"

L’ad del Cavallino rampante: “Tutto nasce da quel 25 maggio del 1947 sul Circuito delle Terme di Caracalla e dal successo della nostra 125 S. L’importanza del modello di business dell’azienda in periodi complessi come quelli attuali”

Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari, ha ricevuto il 'Campano d’Oro' 2024, il premio conferito dall'Associazione Laureati Ateneo Pisano (ALAP)
Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari, ha ricevuto il 'Campano d’Oro' 2024, il premio conferito dall'Associazione Laureati Ateneo Pisano (ALAP)
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“Sono ormai 5 anni, a partire dal 2020, che a Maranello si è abituati a gestire situazioni di incertezza tra il Covid-19, la crisi dei microchips , la guerra in Ucraina e ora il conflitto in Iran: una situazione spiacevole, quella che tutti quanti stiamo vivendo, e la posso definire, purtroppo, come nulla di nuovo sotto il sole”:
Benedetto Vigna, ceo di Ferrari, a margine della presentazione del nuovo Centro diagnostico realizzato con il partner Med-ex e grazie alle tecnologie Philips , a due passi dal Museo del Cavallino rampante, a Maranello, fa il punto con il giornale.it sia sul difficile scenario internazionale sia sui piani della casa automobilistica. Il top manager di Maranello ha di fatto ribadito, come in occasione del Capital Markets Day dello scorso anno, “l’importanza della resilienza del modello di business di Ferrari in un contesto geopolitico e macroeconomico complesso”.
Per il Cavallino rampante, intanto, si avvicinano l’anteprima mondiale e il lancio ufficiale di “Luce”, la prima auto elettrica con il marchio Ferrari. Il 25 maggio sarà Roma a ospitare l’evento al quale interverranno anche clienti da tutto il mondo.
Dottor Vigna, perché avete scelto Roma e non Maranello?
“Il 25 maggio del 1947 è stato il giorno in cui la nostra prima macchina, una 125 S, vinse il Gran premio di Roma nel Circuito delle Terme di Caracalla. Il giorno 11 maggio, due settimane prima, la vettura era in testa alla gara ma poi, a causa di un problema qualche chilometro prima del traguardo, il successo è sfumato. E proprio grazie a quell’errore promettente, come fu definito all’epoca, ecco arrivare la vittoria il giorno 25 dello stesso mese. Il signore che guidava la macchina, Franco Cortese, commentò: questa macchina a 12 cilindri corre così veloce da sembrare di avere un motore elettrico. Lo scriva, è importante”.
Intanto il numero uno di Automobili Lamborghini, Stephan Winkelmann, in una intervista al Sunday Times, ha ufficialmente stoppato il progetto del “tutto elettrico”. Le sue parole: “I veicoli elettrici, nella loro forma attuale, faticano a trasmettere la connessione emotiva e la curva di accettazione è quasi vicina allo zero”. L’opposto del Ferrari pensiero?
“Rispetto il punto di vista del presidente Winkelmann, come sono sicuro che lui rispetta il nostro. Ognuno ha la sua strategia e ciò è una cosa bella”.
Libertà di decisioni e anche di passi indietro.


“Noi siamo convinti che i leader sono e continuano a essere tali solo se osano e cercano di usare la tecnologia nuova, qualunque essa sia, per destare nuove emozioni”.
Pensierino finale?
“Per Ferrari l’unica cosa importante è di continuare a fare quello che diciamo di fare”.

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