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Da bancomat o da sportello, ecco quanti contanti si possono prelevare senza finire nel mirino del Fisco

Non ci sono limiti al prelievo di contante, ma ve ne sono per quanto riguarda l'uso. Ecco cosa è bene sapere

Da bancomat o da sportello, ecco quanti contanti si possono prelevare senza finire nel mirino del Fisco
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Qualsiasi cittadino in possesso di un conto corrente può recarsi a uno sportello e prelevare denaro senza essere soggetto a un qualche limite. Non vi è infatti alcun tetto massimo alla quantità di contante prelevabile. Ci sono però delle severe norme antiriciclaggio che impongono un limite massimo di contante utilizzabile, ossia 10mila euro al mese.

Va poi detto che per tutelare il conto corrente stesso esistono dei limiti di prelievo previsti dagli accordi contrattuali tra cliente e istituto di credito.

Tenendo conto di ciò, quanto denaro è possibile prelevare dagli sportelli Atm? Ciascuna banca o istituto di credito ha le proprie politiche. In linea di massima, vi è un limite massimo di prelievo giornaliero impostato tra i 250 e i 1.000 euro, e un limite mensile che rientra tra i 2mila e i 6mila euro. Nel caso in cui si superi questo tetto c'è il rischio che la carta venga bloccata e rimanga inutilizzabile fino al mese successivo.

Se il prelievo viene effettuato presso lo sportello, vale a dire alla presenza di un operatore, non si incontrano i limiti dell'Atm. Il contante a disposizione dello sportello è poco, sempre per ragioni di sicurezza, pertanto, in caso di prelievi massicci (se si superano i 2mila-5mila euro), è necessario avvisare 48 ore prima e prenotare il denaro che si intende ritirare. Al momento della consegna del contante, potrebbe esserci la richiesta di compilare dei moduli e dare una giustificazione al prelievo. Questo sempre per osservare il Dlgs n.231/2007.

Tutti questi controlli e limiti, che possono apparire fastidiosi, servono unicamente a contrastare il fenomeno del riciclaggio di denaro. Quando vengono registrare delle irregolarità, il Fisco può intervenire con degli approfondimenti.

Raggiungere la soglia mensile di 10mila euro non è un illecito, tuttavia è necessario segnalarlo alle autorità competenti. Ogni istituto di credito è tenuto a inviare ogni mese un report all'Unità Informazione Finanziaria per indicare quei clienti che prelevano o versano cifre pari o addirittura superiori a 10mila euro. Anche numerosi prelievi effettuati in poco tempo possono essere oggetto di attenzione. Qualora lo ritenga opportuno, il Fisco prende nota dei nominativi e procede con i controlli.

Ci sono poi dei casi in cui l'operatore dello sportello sospetta, a sua discrezione, di trovarsi di fronte a un'operazione sospetta. In questo caso può inoltrare una segnalazione. In genere succede quando il cliente preleva spesso cifre elevate, o se chiede di prelevare somme poco coerenti con il suo profilo/status. Sta poi al Fisco decidere se avviare delle verifiche.

Ad ogni modo, quando si parla di somme elevate da gestire, il correntista viene invitato a compilare degli appositi moduli. Viene chiesta la provenienza del denaro, la destinazione del denaro prelevato e lo scopo della transazione. Dichiarare il falso porta a serie conseguenze penali.

A dover fare particolare attenzione al momento del prelievo sono i titolari di un'azienda. Prelevare senza indicare nelle scritture contabili il nome del beneficiario non viene visto di buon'occhio da Agenzia delle Entrate, che può decidere di effettuare delle verifiche, sospettando che ci sia dell'attività in nero. Il tetto limite per far scattare i controlli, fra l'altro, si abbassa: si parla di mille-5mila euro al mese.

E dopo aver parlato dei prelievi, passiamo, infine, al limite imposto all'uso del contante.

A partire da gennaio 2023, il tetto massimo di denaro che si può scambiare fra due individui senza intermediario è di 4.999,99 euro. Se si supera questo limite si deve ricorrere al bonifico, oppure ad altri metodi tracciabili.

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