L'assemblea straordinaria del Banco Bpm ha approvato a larga maggioranza (il 95,4% dei voti) le modifiche statutarie già autorizzate dalla Bce in vista del rinnovo della governance in primavera. Lo statuto viene così armonizzato alle nuove previsioni della Legge Capitali in materia di lista del cda, con l'assegnazione fino a un massimo di sei posti alle minoranze azionarie su un totale di 15 membri. Il cambio va incontro anche alle esigenze del Crédit Agricole che con il 20% del capitale ora rivendica più spazio nel Consiglio. All'approvazione di ieri, che necessitava dei due terzi dei sì, ha concorso anche la banque verte, proiettata al 25% e con già in tasca l'autorizzazione della Bce a salire fino al 30 per cento. «Vorrei esprimere, insieme al ringraziamento ai nostri soci, la soddisfazione per l'esito dell'assemblea di oggi con cui sono stati definiti i criteri per il rinnovo del consiglio di amministrazione: un presupposto essenziale in vista della prossima assemblea di aprile, in cui i soci saranno chiamati a scegliere la guida della banca per il prossimo triennio», ha commentato l'ad dell'istituto milanese Giuseppe Castagna. Anche il presidente, Massimo Tononi, ha ringraziato gli azionisti «per la fiducia che ci hanno dimostrato approvando a larga maggioranza le modifiche statutarie», definite «un passaggio necessario».
I francesi - che temono anche il meccanismo della doppia votazione per i candidati della lista del board - lavorano a una propria lista di minoranza e non dovrebbero aderire a quella del board uscente, che ripresenterà per un altro mandato il ticket di vertice Castagna-Tononi. Giovedì il cda di Piazza Meda proseguirà i lavori in vista del rinnovo dei vertici in calendario per il prossimo 16 aprile. Ma l'ultima parola spetterà al board del 6 marzo. Secondo le nuove norme, la lista del cda va depositata 40 giorni prima, mentre i soci possono presentare l'elenco 25 giorni prima (ovvero il 23 marzo).
I soci transalpini schiereranno sei nomi esterni, potrebbero esprimere il presidente dei sindaci e del comitato rischi. La lista del cda, aveva detto sabato Tononi all'Assiom Forex, è «assolutamente un'opzione» ma «è dovere del consiglio valutare tutte le implicazioni del nuovo quadro normativo» e «prendere le decisioni migliori».