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Bpm ha un'Anima in più nel motore

L'utile a 2,08 miliardi batte le stime, decisivo l'apporto della società dei fondi

Bpm ha un'Anima in più nel motore
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Sopravvissuta all'assalto di Unicredit, Banco Bpm manda in archivio un 2025 con utili superiori di 130 milioni rispetto alle stime e già vicini al target indicato dal piano al 2027. L'istituto guidato da Giuseppe Castagna, che ha consolidato Anima dal secondo trimestre, ha raggiunto un utile netto di 2,08 miliardi, in crescita dell'8,4% rispetto a quanto totalizzato l'anno precedente quando si era fermato a 1,92 miliardi. Escludendo l'apporto della società dei fondi, i profitti sarebbero stati a quota 1,77 miliardi.

«Siamo soddisfatti della banca e del business model che abbiamo costruito», ha detto Catagna agli analisti. «Riusciremo a dare un dividendo pari a un euro per azione anche per il 2026». Il ceo manda un messaggio anche al primo azionista Agricole: «Non possiamo avere nel cda membri di nostri concorrenti», ha aggiunto riguardo alla presentazione della lista del cda. Il socio francese deve decidere se presentare una sua lista di personalità esterne o concorrere a quella del board. «Siamo riusciti a guidare la banca in modo indipendente fino ad adesso», per cui l'ad Castagna «non si attende nulla di diverso» con i consiglieri di Agricole.

Cresce anche l'indice di solidità patrimoniale Cet 1, che si è attestato al 13,76% «ben superiore alla soglia minima di piano», fa notare l'istituto. Guardando alle singole voci di bilancio, a spingere i ricavi è stato l'apporto delle commissioni balzate di oltre il 21% a quota 2,49 miliardi, grazie al consolidamento di Anima (senza la società dei fondi, risulterebbero comunque in crescita del 2,9%). Il gruppo bancario proprio riguardo alla transazione Anima ha messo a bilancio un avviamento da 1,55 miliardi, frutto della differenza tra il costo dell'aggregazione di poco inferiore ai 2 miliardi e il fair value delle attività acquisite intorno ai 411 milioni. L'ingresso nel perimetro di un importante gruppo del risparmio gestito in prospettiva potrebbe sostenere la redditività grazie alle commissioni, in una fase in cui non esiste più la spinta dei tassi d'interesse.

Un'altra voce importante del bilancio è legata al margine d'interesse che si è attestato a 3,12 miliardi, in calo del 9,1% rispetto ai 3,44 miliardi dell'anno precedente. Una dinamica ascrivibile proprio alla politica monetaria della Banca centrale europea, che nel biennio 2024-2025 ha varato otto tagli ai tassi d'interesse. Questo ha portato a una contrazione dello spread commerciale, che è la differenza tra quanto si incassa coi prestiti e quanto si spende per la raccolta. La diversificazione del business ha portato i proventi operativi a oltre 5,9 miliardi (+4,4%).

Il flusso dei ricavi comprende i dividendi incassati dalle partecipazioni che sono cresciuti dai 34 milioni del 2024 fino ai 146,9 milioni nel 2025 principalmente per il contributo del dividendo relativo al Monte dei Paschi che pesa per 97,4 milioni.

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