Mediobanca ha chiuso il primo trimestre 2026 (allineato alla controllante Mps) con conti in sostanziale tenuta e superiori alle attese nonostante un mercato difficile. È il primo quarter pienamente gestito dal nuovo ad Alessandro Melzi d'Eril che sta guidando l'integrazione con Rocca Salimbeni. Il gruppo di Piazzetta Cuccia ha chiuso i tre mesi a marzo con un utile netto consolidato di 322,7 milioni di euro, in lieve calo su base annua (-3,4%), penalizzato però soprattutto dall'aumento della pressione fiscale e da componenti non ricorrenti per circa 23 milioni. Il risultato operativo lordo, però, è salito a 552 milioni (+14% congiunturale e +4% tendenziale), mentre i ricavi hanno raggiunto 938,6 milioni (+3,1% annuo).
Numeri che, secondo Melzi d'Eril, confermano la capacità della banca di attraversare una fase macro complicata senza perdere slancio commerciale. «Una performance solida nonostante il contesto operativo e di mercato caratterizzato da elevata turbolenza ed incertezza», ha spiegato l'ad. «Un andamento commerciale vivace ha garantito un'apprezzabile spinta nell'attività di erogazione del credito da parte della divisione Consumer Finance così come una ripresa delle commissioni», ha aggiunto.
A trainare i conti è stata soprattutto Compass, che ha confermato il ruolo di motore reddituale del gruppo. Il credito al consumo ha registrato erogazioni record per 2,6 miliardi di euro, in crescita del 10% su base annua, anche grazie al maggiore apporto della rete Mps. I ricavi della divisione sono saliti a 334 milioni (+5%), sostenuti dall'espansione dei volumi e dalla tenuta della marginalità.
In ripresa anche il Corporate & Investment Banking, che aveva risentito nei trimestri precedenti del rallentamento delle operazioni straordinarie. I ricavi della divisione sono cresciuti del 17,5% rispetto al trimestre precedente, a 220 milioni, con un forte recupero delle commissioni e una pipeline robusta. In particolare, Mediobanca segnala il ritorno di operazioni nell'Equity Capital Markets e il buon andamento delle attività advisory domestiche ed europee.
Sul fronte dell'integrazione con Siena iniziano inoltre a vedersi le prime sinergie operative. In tutti i segmenti di attività sono partite iniziative commerciali con la capogruppo: dalla distribuzione dei prodotti di MB Sgr sulla rete Mps al collocamento di prodotti strutturati attraverso Mps e Widiba, fino al contributo della rete senese nella crescita dei prestiti Compass. Proprio l'avvio dell'integrazione viene indicato dal management come uno dei punti centrali della strategia. «Questi risultati testimoniano la disciplina mantenuta in questa fase di transizione», ha detto Melzi d'Eril.
Il Wealth Management ha continuato a fare i conti con gli effetti delle uscite di banker registrate tra il 2025 e l'inizio del 2026.
Le masse complessive gestite sono scese del 2% rispetto al trimestre precedente a 113 miliardi, scontando deflussi netti per 1,1 miliardi. Tuttavia si registra una «progressiva stabilizzazione» grazie alle azioni di retention adottate negli ultimi mesi.