Dopo diversi rinvii, Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un accordo sul regolamento rimpatri. I colegislatori dell'Unione europea hanno infatti trovato l'intesa sul provvedimento considerato un elemento chiave della nuova politica europea sui migranti e il tassello mancante del nuovo Patto Migrazione e Asilo.
Le nuove norme introducono obblighi di cooperazione con le autorità per i cittadini di Paesi terzi che non hanno diritto di soggiorno negli Stati membri. Il regolamento prevede inoltre strumenti per rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e la creazione di hub per i rimpatri nei Paesi terzi.
L'intesa raggiunta dovrà ora essere approvata dalla commissione Libe e successivamente dalla plenaria del Parlamento europeo.
Il nuovo regolamento rimpatri
Il nuovo regolamento rimpatri introduce obblighi più stringenti per i migranti senza diritto di soggiorno, imponendo la cooperazione con le autorità e l'obbligo di lasciare il territorio dell'Ue. Prevede inoltre la possibilità di istituire centri di rimpatrio in Paesi terzi, destinati ad accogliere le persone oggetto di un ordine di espulsione in attesa del ritorno nel Paese d'origine o in un altro Stato terzo.
La proposta introduce anche un Ordine europeo di rimpatrio (ERO) per facilitare il riconoscimento delle decisioni adottate da altri Stati membri, anche se il riconoscimento reciproco resterà inizialmente volontario. Sono infine previste procedure più severe per le persone considerate una minaccia per la sicurezza pubblica.
"Il nuovo regolamento accelererà il processo di rimpatrio e aumenterà il numero di rimpatri di persone che non hanno diritto di soggiorno nell'Ue. La migrazione è una priorità assoluta per la Presidenza di Cipro e l'accordo storico odierno rafforza la credibilità della politica migratoria dell'Ue e integra il Patto Ue su migrazione e asilo, sempre nel rispetto dei diritti umani. La rapida conclusione di questo dossier entro tempi ristretti riflette l'impegno delle istituzioni a stabilire una serie di norme UE sui rimpatri efficaci nell'ambito di un sistema migratorio olistico", afferma Nicholas A. Ioannides, Vice Ministro cipriota per la Migrazione e la Protezione Internazionale, della presidenza di turno Ue.
La posizione del Parlamento era stata approvata lo scorso 26 marzo dalla plenaria, con i voti del Ppe e delle forze di destra, mentre il Consiglio ha adottato la sua posizione lo scorso 8 dicembre 2025. A condurre i negoziati per l'Eurocamera il relatore olandese Malik Azmani (Renew), che domani terrà una conferenza stampa al Parlamento.
La Lega: "Un successo per il centrodestra"
Immediate le reazioni politiche. "La Lega accoglie con grande soddisfazione l'accordo sul regolamento europeo sui rimpatri, raggiunto stasera a Bruxelles. È la conclusione di un lavoro incessante iniziato già mesi fa con l'adozione dei due dossier sui Paesi terzi sicuri, portato avanti con coraggio e determinazione per la nostra delegazione da Susanna Ceccardi in commissione libertà civili, giustizia e affari interni (LIBE)", si legge in una nota della delegazione della Lega al Parlamento europeo.
"Non soltanto si riconosce il ruolo fondamentale dei centri di rimpatrio nei Paesi terzi ma, al contempo, si mette la parola fine alle lungaggini amministrative e
giuridiche che, di fatto, bloccavano le procedure d'espulsione e rientro per chi non ha titolo a restare nel nostro territorio. Ad oggi, infatti, una minima percentuale delle decisioni di rimpatrio viene effettivamente eseguita".