Banca Mediolanum chiude il 2025 con un record di profitti e aumenta la remunerazione per i soci. L’utile netto ha messo a segno un balzo dell’11% a 1,24 miliardi, il margine di contribuzione è aumentato del 7% a 2,11 miliardi mentre il margine operativo, pari a 1,2 miliardi, è cresciuto del 10% rispetto all’anno precedente. Le commissioni nette hanno raggiunto 1,31 miliardi, +12% anno su anno, grazie al significativo contributo della raccolta netta gestita e al positivo andamento dei mercati. Il margine da interessi, pari a 812,1 milioni, è in linea con lo scorso anno, nonostante la riduzione dei tassi di interesse. Il totale delle masse gestite e amministrate ha raggiunto un nuovo massimo storico di 155,8 miliardi, in aumento del 12% rispetto al 31 dicembre 2024. La raccolta netta totale è stata positiva per 11,64 miliardi (+11%) con una componente gestita pari a 9,06 miliardi (+18%) che rappresenta il miglior risultato annuo nella storia della banca. «Risultati di assoluto rilievo », secondo l’amministratore delegato Massimo Doris, che evidenzia la «solidità e la qualità» di un modello di business che ha permesso al Roe (l’indice di redditività) di attestarsi al 29,1 per cento.
Il cda della banca proporrà all’assemblea degli azionisti un dividendo complessivo di 1,25 euro per azione, pari a circa 924 milioni, il 25% in più rispetto al 2024. L’importo è composto da un acconto di 0,6 euro per azione distribuito a novembre e da un saldo di 0,65 euro per azione. Di questi 20 centesimi provengono dalla vendita della quota in Mediobanca, mentre ulteriori 25 centesimi di dividendo speciale derivano dalla performance dei mercati. Quasi 370 milioni andranno alla famiglia Doris che ha in mano il 40% del capitale e oltre 277 milioni alla Fininvest (30%). Per l’esercizio 2026 è atteso, infine, un dividendo in crescita rispetto a quello base 2025 di 0,8 euro. Il margine da interessi è stimato in aumento di circa il 10% annuo.
«Anche nel 2025 abbiamo riconosciuto un bonus straordinario a tutti i dipendenti e ai family banker, è la quarta volta in sei anni», ha sottolineato Doris.
Rispondendo poi a una domanda degli analisti su Mediobanca, ieri l’ad di Mediolanum ha detto di non avere idea se verrà incorporata dal Monte dei Paschi o se resterà quotata. «Non è un problema che mi interessa più di tanto. Penso che il marchio lo terranno. Quella è la cosa più importante », ha aggiunto.