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"Mps? Generali può sostituire Axa"

L’ad Donnet: "Da anni il risparmio italiano gestito dai francesi". Faro anche su Unicredit

"Mps? Generali può sostituire Axa"
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Il ceo delle Generali, Philippe Donnet da giovane amava il rugby e giocava nella serie C francese con il Puc, il club di Perpignan. Poi è diventato più zen grazie agli anni di inizio carriera trascorsi in Giappone lavorando per l'Axa di monsieur Bébéar. Ma non ha dimenticato la tattica del mediano che cambia lato d'attacco per evitare il placcaggio e continuare l'azione verso la meta. Ovvero, restare al timone del Leone dopo la conquista dell'azionista Mediobanca da parte di Mps. Ieri, nella conferenza stampa di presentazione dei conti 2005, Donnet ha infatti preso la palla e si è lanciato nella mischia candidando Generali a sostituire Axa nella joint venture con il Monte che scadrà nel 2027.

La mossa è partita da fondo campo quando il manager ha risposto a una domanda sull'operazione Natixis, che non si è fatta, «ma se fosse stata realizzata non avrebbe mai avuto impatti sulla sovranità del risparmio degli italiani», ha detto Donnet. «È importante creare a livello europeo società di asset management che possano competere con i grandi gruppi americani per la gestione pensionistica, è qualcosa di strategico per tutta l'Europa. E noi che siamo un gruppo internazionale, con forti radici europee, vogliamo dare un contributo». Poi ha fatto un esempio, non casuale: in Italia «ci sono delle situazioni, come Mps-Axa, dove da anni il risparmio dei clienti italiani del Montepaschi è stato dato a una compagnia francese che l'ha dato in gestione a una banca transalpina che è Bnp Paribas». Mentre «noi abbiamo il controllo delle nostre compagnie di assicurazione e delle nostre società di asset management che gestiscono gli asset degli assicurati». Significa che Generali potrebbe subentrare ad Axa quando scadranno gli accordi distributivi con Siena? «Siamo disponibili a parlare con tutti quelli che possono aiutarci a fare il nostro mestiere. Il nostro mestiere è anche la gestione del risparmio, forse saremmo un candidato per sostituire Axa. Se possiamo rimpatriare il risparmio italiano in Italia saremmo felici di farlo», ha aggiunto, sottolineando comunque che quella sulla partnership «non è una decisione nostra». Donnet non ha neppure escluso un possibile allargamento della partnership con Unicredit: «Abbiamo già un accordo di bancassurance» con l'istituto di Piazza Gae Aulenti «per la distribuzione in Europa centrale e dell'Est che funziona bene. Se c'è possibilità di ampliare la cooperazione industriale, da parte nostra c'è disponibilità a farlo».

Sul fronte dei conti, nel 2025 (il primo anno del nuovo piano) Generali ha registrato un risultato operativo di 8 miliardi (+9,7%), guidato da tutti i segmenti di business, e un utile netto normalizzato record a 4,3 miliardi. Il risultato netto è salito del 12% a 4,17 miliardi (da 3,72 miliardi del 2024). Il cda proporrà alla prossima assemblea fissata per il 23 aprile un dividendo di 1,64 euro (+14,7%) e un buyback da 500 milioni. I premi lordi nel 2025 sono in aumento a 98,1 miliardi (+3,6%), grazie allo sviluppo di entrambi i segmenti, Vita e Danni. Gli asset under management complessivi del gruppo crescono a 900 miliardi (+4,3%).

Quelli di parti terze raggiungono il livello record di 384 miliardi, di cui 273 miliardi sono asset gestiti dalle società di asset management.

Intanto, la Borsa approva: il titolo del Leone ieri ha guadagnato l'1,48% a 33,6 euro.

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