La rottura a questo punto sembra totale. L'amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, dopo l'esclusione dalla lista della cda avrebbe deciso (lo sostiene Reuters) di annullare il ciclo di incontri con gli investitori per presentare il nuovo piano industriale. Una mossa per certi versi fisiologica, visto che il nuovo amministratore delegato non è da escludere voglia fare modifiche alla strategia. E certo Lovaglio, ormai con un piede e mezzo fuori da Rocca Salimbeni, potrebbe aver ritenuto di non essere più nelle condizioni per potersi interfacciare con gli investitori e parlare di un futuro in grado di spingersi oltre il 15 aprile, vale a dire quando gli azionisti sceglieranno uno tra i candidati ceo Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi. Secondo altre fonti però gli incontri con gli investitori, al di là della presenza o meno di Lovaglio dovrebbero essere confermati.
Intanto oggi sono convocati entrambi i consigli d'amministrazione di Mps e Mediobanca. Il tema al centro della riunione sarà l'ok alla fusione e alla determinazione del concambio (la Borsa scommette in circa 2,2 azioni del Monte per ogni azione Mediobanca), ovvero quanti titoli verranno offerti ai soci di Mediobanca per permettere a Siena di raggiungere il 100% del capitale e procedere alla revoca dalle quotazioni di Borsa della controllata. Anche se non è detta ancora l'ultima parola sul fatto che questa debba essere veramente la fine di Piazzetta Cuccia. Il passaggio cruciale ancora una volta sarà quello dell'assemblea degli azionisti, che dovrà approvare definitivamente il concambio e l'operazione che ha avuto il benestare del consiglio d'amministrazione di Siena.
Il tris di candidati, scelto dopo aver preso visione dei paletti della Banca centrale europea, è stato selezionato da Mps in quanto Palermo, Passera e Vivaldi sono stati ritenuti dal board con un identikit vicino ai desiderata dell'istituto centrale europeo. Il primo ha compiuto il percorso nella finanza internazionale lavorando con le case di consulenza Morgan Stanley e McKinsey ed è stato a capo della Cassa depositi e prestiti. Passera è stato amministratore delegato di Banco Ambrosiano Veneto e Intesa Sanpaolo, oltre ad avere fondato e guidato Illimity fino alla scalata di Banca Ifis. Lo stesso Vivaldi ha trent'anni di esperienza in Unicredit. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi internazionali di vertice, tra cui quello di chief financial officer e vicepresidente esecutivo di Yap Kredi in Turchia e quello di direttore finanziario di Unicredit Bank Austria.
Quanto a Lovaglio, il 21 marzo sarà il termine
per presentare liste di minoranza, tra cui quella di Assogestioni e forse quella del socio Giorgio Girondi, che avrebbe chiesto all'attuale ceo di partecipare. Il banchiere tuttavia non avrebbe ancora deciso se accettare.