L'assemblea per rinnovare i vertici di Montepaschi non avrà conseguenze sul futuro di Fabrizio Palermo, capofila della lista del cda sconfitta nell'assise dello scorso 15 aprile. Il top manager, semmai, avrà ancora più impegni istituzionali essendo stato eletto come consigliere d'amministrazione. Inoltre, la candidatura come ceo di Mps non ha portato ripercussioni sulla sua posizione di numero uno di Acea, la multiutility dove Palermo continuerà a esercitare il suo ruolo anche per il prossimo triennio. Il suo nome, tra i più quotati anche per i suoi trascorsi ai vertici della
Cassa depositi e prestiti, ha riscosso un robusto pacchetto di preferenze e a 55 anni, è opinione diffusa, rappresenta un'ottima riserva in prospettiva: il mercato, ovvero i proxy Iss e Glass Lewis che determinano spesso il voto dei fondi, avevano indicato in lui un profilo di garanzia per il futuro della banca. Ed è stato proprio il mercato a decretarne un certo gradimento. Tant'è che dalle prime evidenze risulta che tra gli investitori istituzionali la lista di Plt Holding con capofila Luigi Lovaglio è stata essenzialmente sostenuta da Delfin e Bpm. In particolare, dall'analisi dei dati, il quadro che emerge è piuttosto netto: la lista Lovaglio risulta la meno
sostenuta dai fondi (essenzialmente BlackRock e pochi altri).
La lista del cda con Palermo candidato ceo ha invece raccolto il 14% dei consensi di questa fascia d'investitori, con un sostegno che va dai grandi player globali come Vanguard fino a investitori istituzionali canadesi e francesi.