Il banchiere o il Governatore di Baviera: dopo di lei la sfilata degli uomini in grigio

La Cancelliera ha confermato che non si ripresenterà. I candidati a sostituirla non mancano, ma nessuno convince. La decisione a dicembre

«Avanti un altro»: così il settimanale Focus intitolava un recente articolo sui possibili successori di Angela Markel. I candidati alla leadership di Cdu-Csu e alla Cancelleria sono parecchi, ma nessuno sembra convincere fino in fondo. Per questo sui giornali si vagliano di continuo nomi nuovi e si ipotizzano possibili sorprese.

A essere favorito dai sondaggi è Markus Söder, governatore della Baviera e leader della Csu, la democrazia cristiana del Land più meridionale: 53 anni, di Norimberga, politico di lungo corso, ha ben meritato nella gestione dell'emergenza virus e come presidente del comitato di coordinamento tra i diversi Land ha assunto un ruolo nazionale di grande evidenza.

C'è una difficoltà: l'interessato dice di voler restare a Monaco, anche perchè nella storia nessun politico bavarese è mai diventato cancelliere (ci hanno provato in due: Franz Josef Strauss ed Edmund Stoiber). La scelta del candidato di solito è affidata alla Cdu, il partito di centro-destra rappresentato a livello nazionale. Ma proprio la Cdu vive un inedito vuoto di potere. In febbraio Annegret Kramp Karrenbauer, la donna scelta dalla Merkel per dirigere il partito (la cancelliera, secondo tradizione aveva in passato sempre sommato i due incarichi) ha dato le dimissioni.

Il sostituto doveva essere scelto in un congresso fissato per aprile ma la pandemia ha fatto saltare l'appuntamento. Tutto è stato rimandato a dicembre: in un colpo solo si sceglieranno presidente del partito e candidato (e vista l'esperienza della Karrenbauer si tratterà con ogni probabilità della stessa persona). Ai nastri di partenza si presentano almeno in tre. La figura più interessante è quella di Friedrich Merz, antico avversario della Merkel nei primi anni del suo cancellierato (i due sembrano essersi riappacificati). Merz si è ritirato per qualche tempo dalla politica ed è diventato banchiere d'affari. Ora dopo, aver dato le dimissioni dal colosso americano Blackrock, è tornato all'antico amore.

Gli si riconoscono grandi competenze in campo economico, ma appare poco attento alla componente «sociale» della politica. In più la nomenklatura del partito diffida del suo percorso atipico e preferisce un uomo come Armin Laschet, ex giornalista e deputato europeo, dal 2017 presidente del Land più popoloso di Germania, la Renania settentrionale-Westfalia. Qualche tempo fa Laschet ha ricevuto l'endorsement di Jens Spahn, ministro della sanità, che era un possibile candidato. Ultimo sul podio dei favoriti è Norbert Röttgen, presidente della commissione Esteri del Bundestag ed ex ministro dell'Ambiente. Potrebbe essere lui l'uomo adatto per una inedita «Grande coalizione» tra democristiani e Verdi, che a sinistra i sondaggi vedono in vantaggio sui socialdemocratici.

Alla fine, comunque, a determinare l'esito della competizione tra i concorrenti in campo potrebbe essere soprattutto un elemento: l'appoggio di Angela Merkel, che per il momento ha mantenuto un silenzio assoluto sul futuro del partito.

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