Banda larga La guerra per la rete potrebbe accelerare gli investimenti

Parte la guerra per la realizzazione della rete a banda ultralarga di nuova generazione (Ngn). Oltre a Telecom, che ha promesso investimenti in tre anni sulla rete per 7 miliardi, ci sono anche Fastweb, Wind e Vodafone che domani dovrebbero annunciare ufficialmente un piano per dotare 15 città di una rete di nuova generazione. Sulla vicenda il presidente dell’Autorità per le comunicazioni, Corrado Calabrò, auspica che i tre operatori cerchino il dialogo con Telecom. «È un abbozzo di progetto, una cosa preliminare - ha detto Calabrò - ma spero che ci sia collaborazione e non contrapposizione tra tutte le parti interessate». Anima del la vicenda è stato soprattutto l’ex ad di Fastweb, Stefano Parisi, autosospeso in attesa della conclusione dell’inchiesta sul riciclaggio aperta dalla procura di Roma. In effetti, a trarre i maggiori benefici dalla vicenda potrebbe essere proprio Fastweb che è già presente in alcune grandi città, come Roma e Milano, con una rete proprietaria e, dunque, non dipende più da Telecom per il cosiddetto «ultimo miglio» o unbundling, ossia quando il cavo telefonico entra nelle case degli utenti. E dunque, conferendo i suoi asset, potrebbe far parte della cordata per la nuova rete senza dover sborsare denaro contante. Il piano dei tre gestori concorrenti di Telecom, che è stato presentato martedì scorso al governo, è ambizioso dato che prevede 2,5 miliardi di investimenti in cinque anni. Non c’è dubbio, comunque, che la nuova rete sarebbe realizzata guardando alle zone più ricche del mercato dove si trovano utenti con maggior capacità di spesa. Intanto sul fronte dei conti pesano sulla trimestrale della capogruppo Swisscom le vicende Fastweb. Nell’ultimo trimestre la società elvetica ha registrato un calo del 22,1% dell’utile rispetto a un anno prima. Oggi Telecom approva i conti trimestrali.

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