Bankitalia: "Manovra ok, a rischio crescita pil" Tremonti alle Regioni: "I tagli sono sostenibili"

Bankitalia: "L’entità della correzione appare adeguata a raggiungere gli obiettivi". C'è però il rischio che possa ridursi di mezzo punto la crescita. Tremonti alle Regioni: "Tagli sostenibili"

Bankitalia: "Manovra ok, a rischio crescita pil"
 
Tremonti alle Regioni: "I tagli sono sostenibili"

Roma - La Banca d'Italia promuove la manovra varata dal governo, anche se lancia un allarme. Nel caso in cui lo scenario dovesse peggiorare saranno necessari nuovi interventi. Ad affermarlo è il capo area economica di Bankitalia, Salvatore Rossi, in un’audizione davanti alla commissione Bilancio del Senato. Secondo Bankitalia, "l’entità della correzione appare adeguata a raggiungere gli obiettivi di indebitamento netto nel quadro macroeconomico delineato nella Ruef" e "nelle nuove condizioni di mercato era inevitabile agire al più presto, pur se le restrizioni di bilancio rallenteranno nel breve periodo la già modesta crescita dell’economia italiana". La manovra correttiva, infatti, potrebbe ridurre la crescita dell’economia di mezzo punto percentuale tra il 2011 e il 2012. Se questa ipotesi dovesse trovare conferma l’indebitamento netto in rapporto al pil si attesterebbe nel 2012 a circa il 3%, sopra il target del governo pari al 2,7%.

Indebitamento e pil Rossi ha sottolineato nella sua relazione che "potrebbero essere necessari ulteriori interventi qualora si presentasse uno scenario più sfavorevole". La manovra infatti ridurrebbe l’indebitamento netto di 1,6 punti percentuali di pil nel 2012, "portandolo al 2,7 per cento delpPil". Ma la "minor crescita economica - spiega Rossi - retroagirebbe sui conti pubblici determinando un maggior disavanzo nel 2012 valutabile in poco meno di 0,3 punti percentuali, che porterebbe il saldo di quell’anno a circa il 3% del pil".

Lotta all'evasione "L’evasione fiscale è un freno alla crescita" e per questo "concentrare le misure, dal lato delle entrate, sul contrasto all’evasione fiscale è ampiamente condivisibile". Occorre quindi - sottolinea Rossi - far sì che i progressi nel contenimento della spesa corrente e nella lotta all’evasione di traducano quanto prima in riduzioni delle aliquote d’imposta sul lavoro e sulle imprese". Il paese ha necessità di un settore pubblico più efficiente e "le riforme avviate nella pubblica amministrazione, quelle per elevare l’età di pensionamento, muovono in questa direzione. Saranno cruciali le modalità di realizzazione del federalismo fiscale da volgere all’aumento di efficienza nell’uso delle risorse".

La stima di crescita  Il Fmi prevede una crescita del pil dello 0,8% nel 2010, dell’1,2% nel 2011 e dell’1,5% nel 2012. Il governo stima il pil a +1% quest’anno, a +1,5% nel 2011 e a +2% nel 2012. Prendendo a riferimento le stime del Fmi e "il disavanzo si porterebbe nel 2012 al 3,2% del pil. Con gli effetti di retroazione delineati sopra, il disavanzo nel 2012 salirebbe al 3,5%", aggiunge il direttore di Bankitalia.

 

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