Era inevitabile che lo stop ai concerti di Travis Scott e Kanye West alla Rcf Arena di Reggio Emilia non sarebbe passato inosservato. Troppo clamoroso. Troppo prevedibile. E anche troppo ingiusto per un settore che negli anni ha faticosamente lottato per conservare credibilità a fronte di migliaia di eventi organizzati ogni anno. E così, dopo che la prefettura di Reggio Emilia ha smantellato il Pulse Of Gaia F estiva (ex Hellwatt), Assoconcerti è intervenuta con dichiarazioni di buon senso che qualche volta (come nel caso in questione) è stato dimenticato: "Il live non si improvvisa - si leggein un comunicato -. Non basta avere i soldi: serve un track record, servono competenze, professionalità riconosciute, serve esperienza sul campo. La tutela del pubblico, degli artisti e di tutta la filiera non è negoziabile. Casi come il festival annunciato all'Arena Rcf di Reggio Emilia parlano da soli: quando entra nel mercato chi non ha le credenziali, a pagare il conto sono tutti, spettatori, lavoratori, artisti, reputazione del settore". Una posizione chiara e doverosa anche per tutelare chi lavora con correttezza e rischia di essere coinvolto anche solo "pregiudizialmente" da un flop annunciato. "Chiediamo un Registro nazionale delle professioni dello spettacolo con requisiti certificati e almeno cinque anni di esperienza documentata per chi vuole organizzare eventi di scala - spiega Assoconcerti con PER Promoter Emilia Romagna -. NOn è un capriccio corporativo: è lo standard che i principali mercati europei applicano già". Ma non c'è solo questo: "Sul fronte opposto, guardiamo con la stessa preoccupazione ai divieti last minute su Travis Scott e Kanye West.
Bloccare uno show a poche settimane dalla data - con tutto ciò che comporta in termini di danni economici, reputazionali e di fiducia - non può essere la normalità. Le decisioni di questa portata richiedono criteri chiari, tempi certi e procedure trasparenti". Ineccepibile.