"Basta sconti o i pusher non mollano"

Il prefetto concorda col sindaco sullo stop ai patteggiamenti di pena: "L’effetto deterrenza oggi è insignificante". Problema già sottoposto a Maroni in primavera. Il comandante dei Cc: "Criminali fuori in pochi giorni, è frustrante". Spacciatori liberi in 8 mesi si ributtano subito nel business

«Contro lo spaccio di droga facciamo un lavoro enorme. Ma dobbiamo farlo utilizzando le norme che la legge ci mette a disposizione. E le norme attuali non sempre sono efficaci. Per questo abbiamo scelto di appoggiare la proposta del sindaco Moratti volta a rendere più severo il trattamento dei responsabili della diffusione della droga».
A parlare è Gian Valerio Lombardi, prefetto di Milano, all’indomani della proposta-choc lanciata dal sindaco Letizia Moratti: quella di una legge speciale contro lo spaccio di droga, che impedisca ai responsabili di questo reato di ottenere sconti di pena grazie al patteggiamento. Per valutare appieno la portata della iniziativa della Moratti, bisogna ricordare che attualmente il codice impedisce di ricorrere al patteggiamento - che garantisce una riduzione di un terzo della condanna - solo ai responsabili di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, cioè il Gotha del mercato della droga. Se passasse l’idea del sindaco di Milano, invece, verrebbe sbarrata la strada per il patteggiamento indistintamente a tutti gli imputati di droga, dai grandi boss al più modesto degli spacciatori da marciapiede.
Eppure l’idea circolava da tempo. Nel corso di una visita a Milano nella primavera scorsa del ministro dell’Interno Roberto Maroni, era stato il comandante provinciale dei carabinieri, Sergio Pascali, a metterla sul tavolo. Sempre più spesso, aveva spiegato il colonnello Pascali, ci troviamo di fronte a spacciatori che tornano in circolazione nel giro di pochi giorni. E questo rende frustrante il nostro lavoro per combattere la droga.
Nelle settimane scorse, Letizia Moratti ha riflettuto a lungo sull’idea. Poi ha deciso di lanciarla ufficialmente, trovando subito l’appoggio del prefetto. Gian Valerio Lombardi tiene a fugare i dubbi di una «invasione di campo» nei confronti del Parlamento: «Sia chiaro - dice il prefetto - che si tratta di una proposta che viene rivolta al legislatore, al Parlamento, a cui solo spetta la decisione». Che però una svolta sia necessaria, Lombardi sembra pensarlo davvero: «L’idea di fondo è evitare che, grazie al cospicuo sconto di pena garantito dal patteggiamento, la deterrenza della condanna si attenui fino a divenire insignificante».
«Sia chiaro - puntualizza Lombardi - che l’idea è del sindaco, che come tutti sanno è da sempre molto attenta a questi temi. Noi, come Comitato provinciale per la sicurezza, ci siamo limitati a riceverla e a farla nostra». Ma al di là della cautela istituzionale, quando il prefetto parla di «deterrenza insignificante» che l’attuale legge avrebbe nei confronti dello spaccio di droga al dettaglio lancia un allarme esplicito. E si schiera risolutamente accanto al sindaco nella campagna per la «tolleranza zero» verso chi rifornisce di polvere bianca i giorni e le notti di decine di migliaia di milanesi.

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