Battaglia vinta dal «Giornale»: gli animali non soffriranno più

Qualcuno, ne sono certo, dirà che è stata una coincidenza, che era tutto pronto, che il traguardo era a pochi passi, ma più passa il tempo più le congiunzioni astrali, e il loro influsso sulle umane vicissitudini, mi appare improbabile. Stando ai puri e semplici fatti, tre giorni fa abbiamo dedicato un'intera pagina ai problemi relativi all'eutanasia degli animali d'affezione e a quell'orrore che sta scritto sul «bugiardino» del Tanax, l'unico prodotto registrato in Italia per somministrare la «dolce morte» a cani, gatti con malattie gravissime che implicano sofferenza per loro (e per noi) inaccettabili.
Abbiamo dunque «inviato» una lettera aperta al ministro Maurizio Sacconi, chiedendogli di fare tutto quanto in suo potere, per sanare una situazione che andava avanti da lustri. Dopo la nostra iniziativa è stato firmato un decreto secondo cui il Tanax, come molti altri farmaci importanti, può essere usato solo dal veterinario, ma soprattutto che è in corso la revisione del foglietto illustrativo che contiene le indicazioni della casa madre e del ministero per il suo utilizzo.
Conviene riassumere brevemente. Come è noto ai veterinari è concesso effettuare, in accordo ovviamente con il proprietario, l'eutanasia di un animale d'affezione qualora si sia maturata la decisione che la malattia di cui soffre è inguaribile e comporta sofferenze inaccettabili e soprattutto inutili. Nel nostro paese c'è una sola specialità registrata: il Tanax. Questo cocktail di sostanze letali non molto dissimili a quelle usate per l'iniezione letale dei condannati a morte in molti stati americani, è stato messo in discussione oltre vent'anni fa nei paesi anglosassoni, in molti dei quali è stato ritirato dal commercio, perché, se somministrato in modo non accorto, conduce a una morte molto dolorosa. Una di questa modalità inadeguate è la via intrapolmonare (in sostanza un'iniezione nella cavità toracica), estremamente dolorosa e con una morte che giunge dopo troppi minuti e troppa sofferenza. Ne è testimone un'infermiera, intervistata ieri dal Tg1 che si è occupato del caso dopo la nostra segnalazione, la quale ha incontrato un pessimo veterinario che ha praticato l'eutanasia sul suo cane appunto con il Tanax per via intrapolmonare. Ora, nel foglietto illustrativo del Tanax è concessa la via intrapolmonare, non solo, è l'unica via ammessa per il gatto e per altri animali (uccelli, conigli, cavie ecc.).
Un vero scandalo che da anni i veterinari segnalavano alle autorità competenti, assieme al fatto che, se l'iniezione di Tanax non è preceduta dalla sedazione profonda o dall'anestesia generale, il suo uso è inaccettabile perché troppo doloroso (e per questo è stato ritirato in Usa e Uk).
Oltre tutto nel foglietto illustrativo si concedeva l'uso del Tanax sotto il diretto controllo del veterinario: in altri termini lo poteva usare chiunque, purché ci fosse un veterinario nelle vicinanze.
Dopo averne parlato all'interno dell'Associazione titolari di struttura (Assovet), che si pone come antesignana di una veterinaria dal volto professionalmente adeguato e da forte senso morale nei confronti dei pazienti e dei loro proprietari, ho dunque indirizzato al ministro un accorato appello perché questa situazione divenuta insostenibile cambiasse al più presto, dopo decine di anni in cui chi poteva farlo ci ha dormito sopra. Pare che il ministro stavolta abbia ascoltato. Chapeau.