Belgrado, lascia in eredità la casa alla squadra del cuore

Il testamento di un 88enne serbo: lascio la mia abitazione alla Stella Rossa

Un belgradese di 88 anni, supertifoso e mascotte della Stella Rossa, ha deciso, con regolare testamento, di lasciare in eredità la sua casa alla squadra del cuore. Miodrag Milosavljevic, che a Belgrado tutti però conoscono col soprannome di Mile Srbin, è il più vecchio sostenitore della Stella Rossa (legata alla polizia), una delle due squadre della capitale serba, eterna avversaria del Partizan (legata all'esercito).
«Alla mia morte voglio che la mia casa vada alla squadra che ho amato per tutta la vita», ha detto. Con sè porta dei biglietti da visita sui quali, in cirillico e in latino, è scritto: «Mile Srbin, leggenda della Stella Rossa». Il suo piccolo appartamento è un autentico museo della Stella Rossa: ovunque foto, gagliardetti, distintivi, autografi. Sul suo letto campeggia incorniciata una grande foto con la formazione della prima squadra della Stella Rossa subito dopo la sua fondazione nel febbraio 1945.
Per il dispiacere seguito a brucianti sconfitte della sua squadra, Srbin - che ha lavorato in passato come venditore in un mercato nel centro di Belgrado - ha addirittura tentato tre volte di suicidarsi. «La prima volta nel 1953, quando nella finale della Coppa di Jugoslavia sul campo del Partizan prendemmo sette gol dal Partizan», ha detto il supertifoso. «Volevo morire. Ho avuto un infarto, e ho trascorso un mese in ospedale. Da allora non ho mai più messo piede nello stadio del Partizan». La seconda volta Mile Srbin tentò il suicidio a Firenze. Nella partita di ritorno della semifinale di Coppa dei Campioni, il 10 aprile 1957, la Stella Rossa pareggiò 0 a 0 con la Fiorentina e fu eliminata dopo che all'andata a Belgrado aveva perso per 1 a 0. «Tornando deluso dallo stadio decisi di farla finita e mi distesi sui binari della stazione di Firenze. Volevo morire. Qualcuno tuttavia mi vide e, poco prima che un treno sopraggiungesse, mi tirò via salvandomi la vita». Il terzo tentativo di suicidio il supertifoso lo mise in atto nel 1970, sempre in occasione delle semifinali di Coppa Campioni. A Belgrado la Stella Rossa aveva battuto i greci del Panathinaikos per 4-1, ma al ritorno ad Atene perse per 3-0 e fu eliminata. «Quella volta non andai in Grecia, seguii l'incontro alla tv, ma per la disperazione decisi di uccidermi.

Subito dopo la partita presi a girare da un caffè all'altro, mi bevvi una ventina di cognac e fumai due pacchetti di sigarette... Il fatto è che non avevo mai bevuto e non avevo mai fumato...».
Anche in quella occasione Mile Srbin si ritrovò in un letto di ospedale. Era però contento di averlo fatto per amore della sua Stella Rossa.

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