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Quella bella illusione di una città più sicura è già svanita all'alba dell'anno che comincia

Quello che conta non è la statistica, ma ogni singolo episodio che ferisce una vita

Quella bella illusione di una città più sicura è già svanita all'alba dell'anno che comincia
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La speranza di una città meno pericolosa è durata l'alba gelida di un mattino. E ancor prima dell'Epifania, i dati di fine anno che raccontavano di reati in calo sono stati spazzati via da una cronaca che diventa sempre più difficile da accettare. Perché quello che conta non è la statistica, ma ogni singolo episodio che ferisce una vita. Tralasciando quelli minori, già una 19enne stuprata e uccisa, un 15enne accoltellato al volto e al torace per aver difeso un amico dalla rapina di un giovanissimo nordafricano vicino a un luogo di svago come il Bicocca Village, il poliziotto ferito con un coltello al torace e alla scapola da un 24enne egiziano fermato solo con un colpo di pistola alla gamba. E poi l'assassino del capotreno di Bologna visto transitare per quella bolgia infernale a cui è ridotta la Stazione Centrale. Fattacci che ricordano il giovanissimo denudato e rapinato poco prima di Natale in Corso Buenos Aires da una gang di minorenni o lo studente accoltellato vicino a Corso Como. Un bollettino di guerra le cui pagine quotidiane aumentano esponenzialmente, rendendo ormai evidente come Milano sia diventata una città pericolosa. Anzi molto pericolosa, perché ormai terra di conquista di feroci predatori. Giovanissimi delinquenti che seminano il terrore non solo perché girano armati di coltello, ma soprattutto perché quel coltello non lo sanno usare e sono pronti a sferrare un fendente micidiale anche senza motivo o semplicemente perché non hanno i nervi saldi. Inutile e sbagliato prendersela con le forze dell'ordine che con il personale e i mezzi a disposizione fanno fin troppo. E devono combattere contro la burocrazia e una magistratura che, più volente o che nolente come si è visto nell'omicidio della povera Aurora Livoli, rimette in libertà i criminali. Forse meglio cominciare a rendersi conto che i numeri crescenti di un'immigrazione incontrollata non sono più gestibili.

E soprattutto creano una seconda generazione molto, ma molto meno controllabile della precedente, perché ha come modelli gang, rapper e boss della mala. Sarebbe bastato guardare a Francia e Belgio per capire dove saremmo andati. Con la differenza che loro dovevano scontare anni di colonialismo, noi nemmeno quello.

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