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Benessere

Malattie renali, quali sono i valori a cui stare attenti: come ridurre il rischio

Le malattie renali non devono mai essere sottovalutate perché possono compromettere in maniera significativa la qualità di vita di chi ne soffre

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I punti chiave

Le malattie renali, come suggerisce il termine stesso, sono varie condizioni che colpiscono la funzionalità di due organi fondamentali: i reni. Secondo dati recenti, sono oltre 800 milioni gli individui nel mondo che soffrono di una patologia renale cronica. Si stima che in Italia, entro il 2050, esse interesseranno circa 7-8 milioni di persone. Tali cifre devono far riflettere sulla necessità di riconoscere subito i sintomi precoci e sull'importanza della prevenzione. Ne parliamo in questo articolo.

I reni, i filtri del corpo

I reni, situati nella parte posteriore dell'addome, costituiscono l'apparato urinario, il cui compito è produrre ed eliminare le urine. Sono costituiti da milioni di unità funzionali chiamate nefroni. Numerose sono le loro funzioni:

  • Rimuovono le sostanze di scarto, le tossine e i prodotti del metabolismo come l'urea e la creatinina attraverso le urine
  • Regolano la pressione sanguigna mediante la produzione di determinati ormoni, ad esempio la renina
  • Controllano la quantità di acqua e di minerali evitando sia la disidratazione che l'eccesso di liquidi
  • Regolano il pH del sangue.

Le malattie renali più diffuse

Le malattie renali possono interessare chiunque, adulti e bambini. Tuttavia esse sono maggiormente frequenti tra i soggetti affetti da ipertensione, diabete di tipo 2, patologie metaboliche e genetiche.

Anche le cause sono numerose: infezioni virali e batteriche, iperglicemia, tumori, disturbi autoimmuni, insufficienza epatica, cardiopatie, dieta scorretta, abuso di alcol e uso di droghe.

La pielonefrite

La pielonefrite è un'infezione acuta oppure cronica che colpisce il rene e la pelvi renale. Nella maggior parte dei casi è provocata da batteri (Escherichia coli, Enterococcus, Klebsiella, Proteus, Pseudomonas) che raggiungono l'organo per via ascendente o discendente (ematica, linfatica). Altre cause includono la presenza di calcoli renali, le anomalie congenite, l'ingrossamento della prostata e l'uso del catetere.

Nella forma acuta i sintomi si manifestano rapidamente. Tra questi figurano: febbre alta, disturbi urinari (bruciore, urgenza, frequenza aumentata, urine torbide), dolore lombare, malessere generale, nausea e vomito. Nella forma cronica, invece, la sintomatologia è più sfumata e intermittente.

I calcoli renali

I calcoli renali sono aggregati solididi sali minerali e di altre sostanze normalmente presenti nelle urine. Hanno dimensioni variabili e superfici lisce o irregolari.

Si formano in seguito ad uno squilibrio chimico nelle urine determinato da vari fattori di rischio. Si pensi, ad esempio, alla scarsa idratazione, alla dieta ricca di sale, ossalati e proteine animali, all'età (20-40 anni), al sesso maschile. Attenzione anche ad alcune malattie come la gotta e all'uso di determinati farmaci.

I calcoli piccoli sono asintomatici e vengono espulsi spontaneamente. Quelli più grandi, però, possono ostacolare il flusso urinario e determinare: dolore intenso e intermittente (la cosiddetta colica renale), minzione frequente e dolorosa, ematuria, febbre, nausea e vomito.

La sindrome nefrosica

La sindrome nefrosica è una condizione che deriva da un danno a carico dei glomeruli, i piccoli vasi dei reni che filtrano il sangue. Il loro danneggiamento comporta il passaggio nelle urine delle proteine plasmatiche. Tale fenomeno è noto come proteinuria.

Le cause possono essere sia primarie (malattie renali a carico dei glomeruli), sia secondarie (diabete di tipo 2, infezioni croniche, tumori, lupus eritematoso sistemico, uso prolungato di farmaci).

Tra i sintomi principali ricordiamo: edema generale, urine schiumose, rischio aumentato di trombosi, incremento di colesterolo e trigliceridi, complicanze respiratorie, debolezza e perdita di appetito.

L'insufficienza renale

L'insufficienza renale è una condizione caratterizzata dalla perdita parziale o totale della capacità dei reni di filtrare il sangue. Ne consegue che l'accumulo di liquidi e scorie nell'organismo, se non prontamente trattato, può essere molto pericoloso e spesso anche fatale. Ne esistono due forme principali: acuta e cronica.

L'insufficienza renale acuta è causata da un ridotto afflusso di sangue ai reni (disidratazione, emorragie, insufficienza cardiaca o epatica, sepsi, gravi reazioni allergiche), da un danno diretto (infezioni, infiammazioni, farmaci, malattie autoimmuni, sostanze tossiche) e dall'ostruzione delle vie urinarie (calcoli, tumori, ipertrofia prostatica).

L'insufficienza renale cronica, invece, è provocata da malattie genetiche (rene policistico) o autoimmuni (lupus eritematoso sistemico), diabete, ipertensione arteriosa, ostruzioni urinarie croniche, infezioni ricorrenti, uso prolungato di determinati farmaci.

Nella forma acuta la sintomatologia compare in maniera repentina e include: ridotta o assente produzione di urina, edema a viso, gambe e caviglie, dolore toracico, nausea, vomito, debolezza, sonnolenza. Ancora confusione mentale, convulsioni e coma. Nella forma cronica i sintomi iniziali sono spesso silenti. Nel tempo compaiono stanchezza, prurito, riduzione dell'appetito, alterazioni del ritmo cardiaco.

Il tumore del rene

Il tumore del rene è la conseguenza di una proliferazionedelle cellule renali, soprattutto dei tubuli che costituiscono i nefroni. Non si conosce la causa precisa, si ritiene che la patologia sia legata a mutazioni genetiche.

Esistono, tuttavia, dei fattori di rischio in grado di favorirne la comparsa. Ad esempio: il fumo di sigaretta, l'ipertensione arteriosa, le malattie renali croniche, l'esposizione a sostanze chimiche, l'obesità e il sovrappeso.

Nelle fasi iniziali il tumore è silente. La sintomatologia si palesa solo in fase avanzata e tipicamente è caratterizzata da una massa palpabile nel fianco, dal dolore lombare e dall'ematuria. Possono altresì manifestarsi perdita di peso, anemia, stanchezza e febbre.

I valori da tenere sotto controllo

Le malattie renali sono insidiose e possono compromettere la qualità della vita del paziente. Pertanto è fondamentale diagnosticarle il prima possibile. Fortunatamente la scienza ha fatto passi da gigante e gli esami del sanguee delle urine forniscono risposte dettagliate e soddisfacenti. Ci sono alcuni valori che devono essere sempre attentamente valutati dal medico di famiglia o dallo specialista.

Esami del sangue

  • Creatinina: è un prodotto di scarto del metabolismo muscolare escreto nelle urine. Generalmente i valori normali sono compresi tra 0,8 e 1,2 mg/dl e variano in base al sesso, all'età e alla massa muscolare. Valori elevati indicano una possibile insufficienza renale o un ostruzione delle vie urinarie
  • Azotemia: è un prodotto di scarto del metabolismo proteico. I valori di riferimento sono circa 7-20 mg/dl. Un loro aumento può indicare insufficienza renale, disidratazione e assunzione eccessiva di proteine
  • Velocità di filtrazione glomerulare stimata: è una stima della velocità con cui i reni filtrano il sangue. Un valore normale è quasi sempre superiore a 90 mL/min/1.73 m. Se è inferiore a 60 mL/min/1.73 m indica una possibile malattia renale cronica
  • Elettroliti (sodio, potassio, cloro, bicarbonato): i loro livelli sono indispensabili per valutare l'equilibrio idro-elettrico. Le alterazioni dei valori segnalano problematiche renali di varia natura.

Esami delle urine

  • Proteinuria/albuminuria: la presenza di proteine nelle urine è spia di un danno dei glomeruli (valori superiori a 20 mg/dL). La microalbuminuria (valori superiori a 200 mg/dL) è un indicatore precoce di disturbi renali soprattutto nei pazienti ipertesi e diabetici
  • Esame completo delle urine: valuta i parametri come colore, presenza di globuli bianchi, sangue, batteri, cristalli che possono indicare infezioni, calcoli o altri problemi.

Prevenire è meglio che curare

Prevenire le malattie renali è possibile. Basta, infatti, seguire otto semplici accorgimenti:

  1. Adottare una corretta alimentazione limitando il consumo di sale, proteine, cibi processati e prediligendo pesce, frutta, verdura e cereali integrali
  2. Bere almeno 1,5/2 litri di acqua al giorno
  3. Praticare una regolareattività fisica
  4. Monitorare la pressione arteriosa e la glicemia
  5. Effettuare esami delle urine e del sangue regolarmente
  6. Assumere in maniera responsabile i farmaci
  7. Non eccedere con gli alcolici
  8. Smettere di fumare.

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