Berlino, stop alla speculazione Vietate le vendite allo scoperto

SVOLTA La restrizione finora riguardava una decina di titoli. Borse ed euro restano ancora deboli

short selling del 18 maggio scorso su una decina di banche e assicurazioni, il governo tedesco ha varato un disegno di legge che estende il divieto di vendite allo scoperto naked a tutte le azioni trattate in Borsa. Il provvedimento impedisce la cessione di titoli di cui non si possegga, o non sia stato preso in prestito, l’asset sottostante. Non solo. Il ministero delle Finanze sarà autorizzato a porre il veto sulle vendite di derivati in euro al fine di evitare, o contrastare, «gravi ricadute negative sulla stabilità dei mercati finanziari».
Ancora una volta, dunque, la Germania decide di andare avanti da sola nel contrasto alla speculazione. Già la prima decisione sul divieto di short selling aveva provocato scontento fra gli operatori della finanza, e suscitato reazioni negative da parte di diversi partner europei, ad esempio la Francia. Ma il finanzminister Wolfgang Schauble difende la decisione del governo guidato da Angela Merkel: le vendite allo scoperto, spiega, sono state utilizzate «in modo non più controllabile per influenzare l’andamento dei mercati, e perciò abbiamo deciso di vietarle: il governo deve prendere contromisure». Schauble nega che la decisione indebolisca l’Europa, ma al contrario «accelera l’introduzione di regole uniformi».
Il disegno di legge dovrà passare al vaglio parlamentare, e quindi non è in vigore, nè ha provocato ripercussioni in un mercato azionario europeo già debole per suo conto. Nelle Borse continentali ha prevalso il segno «meno». Milano ha chiuso in ribasso dello 0,45%, Londra ha fatto segnare -0,23%, Parigi e Francoforte hanno concluso la seduta con gli indici praticamente invariati. Ad appesantire le piazze azionarie le perdite nei settori energetico, trainato in basso dalla Bp, e creditizio. In ribasso i titoli dele principali banche italiane. Le perdite complessive si sono poi ridotte grazie al buon andamento di Wall Street, sospinta dai dati positivi sul mercato immobiliare Usa.
Sempre sotto pressione, invece, l’euro. La moneta unica europea è scesa a 1,22 dollari contro gli 1,23 di martedì. Sul cambio hanno pesato anche le parole del governatore della Banca di Francia Christian Noyer: il livello della valuta, ha detto infatti, non è «inusualmente basso». Seduta di ribassi anche per i Btp, che hanno visto lo spread sul bund tedesco ampliarsi a 164 punti base. Secondo gli operatori, gli acquisti da parte della Bce si stanno concentrando sui titoli di Stato periferici (Grecia, Portogallo, Irlanda), riducendo il sostegno a Italia e Spagna.
GBB

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