Berlusconi scrive a Obama: «La speculazione va stroncata»

PRIORITÀ Il premier: «La lotta contro chi manipola i mercati è più importante del calmiere ai bonus per i dirigenti bancari»

nostro inviato a Pittsburgh

Sfruttare il vento della ripresa, combattere la speculazione e i paradisi fiscali e seguire la strada tracciata al G8 di L'Aquila. In vista dell'apertura ufficiale del G20 in una Pittsburgh deserta, blindata all'inverosimile e presidiata in ogni angolo di strada dall'esercito, Silvio Berlusconi scrive una lunga lettera a Barack Obama. Per fargli gli auguri di buon lavoro - il summit si è aperto nella notte italiana con una cena al "Phitts Conservatory and Botanical Garden", tra cactus e sculture di vetro - e per rivendicare i passi avanti fatti al G8, ma anche per sottolineare quella che a suo avviso è la ricetta per uscire dalla crisi.
Il summit nella "Steel City", infatti, pur non avendo alcun potere legislativo per mettere nero su bianco le nuove regole della finanza mondiale è destinato ad essere un passo decisivo verso i nuovi assetti economici del pianeta. Per questo il Cavaliere ci tiene a ribadire concetti che ormai va ripetendo da tempo, sia in Italia che in occasione dei diversi vertici internazionali. È «fondamentale - scrive il premier - ristabilire un clima di fiducia per i nostri cittadini, indispensabile per una ripresa dei consumi e degli investimenti». Ma Pittsburgh sarà anche l'occasione «per migliorare la regolamentazione e la supervisione sui prodotti finanziari derivati», così da «contenere l'elevata volatilità dei prezzi in particolare nei mercati delle materie prime». Questa, dice, «è una priorità assoluta per porre la crescita futura su fondamenta più solide». Per questo, dunque, non possono essere più tollerate «manipolazioni dei mercati e attività speculative destabilizzanti che hanno un impatto drammatico specie sui più poveri e sui Paesi a basso reddito».
Concetto su cui Berlusconi torna in modo più chiaro prima di prendere parte a New York all'incontro dei "Friends of Pakistan", i Paesi impegnati militarmente o finanziariamente in quella regione. La lotta alla speculazione, dice, «è molto più importante del calmiere ai bonus per i dirigenti bancari. Non che questo non sia da farsi - aggiunge - ma la priorità è mettere un freno alla speculazione finanziaria» perché «non possiamo più consentire che un barile di petrolio che viene venduto da quattro a sei volte da quando esce dalla terra fino al consumatore finale continui a essere comprato e venduto in questo modo». È chiaro, infatti, che «chi compera a sei mesi o a un anno avrà sempre tutto l'interesse a tenere alti i prezzi».

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