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Bertolaso: "Mi amareggia la guerra sulla sanità dei governatori del Sud"

L'assessore al Welfare critica la richiesta di revisione della ripartizione del Fondo sanitario: "Ingiustizia"

Bertolaso: "Mi amareggia la guerra sulla sanità dei governatori del Sud"
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È in corso un confronto tra le regioni e il governo per la ripartizione del fondo sanitario nazionale. Nel mirino la possibile revisione dei criteri di ripartizione dei fondi che il governo assegna alle regioni per la spesa sanitaria, chiesta dal presidente dell'Abruzzo con Molise, Umbria, Calabria, Basilicata e Sardegna inserendo la bassa intensità demografica e la forte dispersione territoriale. Un pool di professori universitari sta lavorando al riesame dei criteri, tra cui oggi rientrano il numero degli abitanti e il livello di povertà della popolazione, che dovranno essere approvati all'unanimità. "Siamo tranquilli - rassicura l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso - perchè siamo l'unica regione, insieme alla Campania, che riceve meno fondi rispetto alla sua popolazione. La richiesta mi amareggia, però, perchè questa solidarietà tra le Regioni viene messa in discussione, mentre vi posso garantire che non ho mai visto tanta disponibilità ad accogliere qualsiasi problema come in Lombardia. Oggi - ha spiegato - mi sono arrivate tre o quattro richieste da Regioni del Sud per interventi seri e molto complicati, noi diciamo sempre di sì".

Sul fronte economico Bertolaso ribadisce poi la propria battaglia politica, persa: l'autonomia per la spesa sanitaria che è appunto stata bocciata.

Per quanto riguarda il presunto buco di bilancio da 1,6 miliardi di euro, su cui sarebbe previsto per oggi un vertice in maggioranza con il governatore Attilio Fontana, l'assessore al Bilancio Marco Alparone e lo stesso assessore, i capidelegazione dei partiti di maggioranza e dei rappresentanti in consiglio e un confronto con la ragioneria dello Stato, l'assessore si dice tranquillo. "Ballerebbero" tra i 200 milioni e i 2,2 miliardi di euro a seconda delle interpretazioni dei capitoli di spesa. Si tratterebbe di 900 milioni imputabili a spese per il personale - l'assessore ha sottolineato come il Pnrr abbia cofinanziato le opere, come le case di comunità, ma non i costi per il personale che dovrebbe prestare lì servizio - oltre alla copertura del turn over di medici e l'abbattimento delle liste d'attesa. L'assessore avrebbe ridimensionato l'eventuale ammanco di 900 milioni sostenendo che sarebbe già stata assicurata una copertura nell'ambito della conferenza Stato Regioni. "Stiamo aspettando di sapere la quarta parte del Fondo sanitario nazionale per il 2026, ma questa è una situazione che riguarda tutte le regioni". Si aggiungono 700 milioni a titolo di rimborso per prestazioni ambulatoriali a tariffe maggiorate. "Come noto le regioni in pareggio - ha spiegato - hanno la facoltà di aumentare le tariffe per renderle più appetibili". Tradotto: un buon rimborso dovrebbere "convincere" i privati accreditati a erogare prestazioni extra. Non è da dimenticare il fenomeno della migrazione sanitaria: tutte quei cittadini, pari alla cittadina di Ferrara, che ogni anno si spostano nella nostra regione per ricevere prestazioni ad alta e media intensità di cura. Da qui l'amarezza di Bertolaso per la solidarietà a senso unico.

Detto ciò "voglio rassicurare tutti che la situazione dei conti è sotto controllo - ha sottolineato durante un'informativa in Consiglio -. Ieri abbiamo approvato i bilanci di tutte le Ats e Asst di Regione Lombardia, in pareggio e certificati".

Non solo, "sono state utilizzate al meglio tutte le risorse destinate agli investimenti" come ospedali, macchinari, processi di modernizzazione e il cup "che entro fine anno saremo in grado di attivare su tutto il territorio".

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