Dopo l'emergenza di Crans Montana che per la verità non è affatto finita, ma è terminato il trasferimento in elisoccorso dei feriti italiani trasportabili, si apre un nuovo fronte per l'ospedale Niguarda e per l'assessorato al Welfare di Regione Lombardia. Obiettivo: essere pronti per qualsiasi cosa succeda durante le Olimpiadi al via il 6 febbraio. "Stiamo organizzando un programma di gestione di tutte le terapie intensive dell'area metropolitana - ha spiegato l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso - proprio in previsione delle Olimpiadi perché non ci facciamo certo trovare impreparati da qualsiasi imprevisto e dovesse accadere anche nel futuro".
Per quanto riguarda il fronte dei grandi ustionati nel rogo di Capodanno il bilancio, dopo il trasferimento di domenica sera di Leonardo, il 16enne del Virgilio per cui è stato necessario il test del dna per il riconoscimento e che rimane in condizioni estremamente critiche, sono sette ragazzi in rianimazione intubati, cinque al Centro ustioni. "Per 3-4 di loro il percorso sarà molto più lungo e complicato - ha spiegato Bertolaso -. Le prognosi sono tutte riservate. I ragazzi intubati sono sedati e non sono in grado di rispondere a eventuali sollecitazioni. Sono molto gravi. Ne abbiamo uno anche sottoposto a dialisi, avendo avuto una serissima patologia infettiva. Un altro ragazzo ha problemi di asma e come tutti ha ulteriori problemi polmonari". La questione più complicata, al momento, infatti, non sarebbero le ustioni importanti e vaste per tutti, quanto le situazioni polmonari perchè tutti hanno dovuto respirare sostanze altamente tossiche che stanno prendendo il sopravvento a livello polmonare. "Questo sta creando tutta una serie di problematiche, soprattutto di natura infettiva, estremamente difficili da fronteggiare" ha spiegato ancora l'assessore.
Due ragazzi sarebbero in buone condizioni anche se necessitano di un periodo ancora abbastanza lungo di terapia, per quanto riguarda la ustioni.
Ci sono anche delle situazioni in miglioramento: la giovane donna di Rimini, che la prossima settimana dovrebbe essere trasferita in una struttura ospedaliera vicino a casa sua, è "in ottime condizioni, di buon umore, e ha detto che non vede l'ora di riavvicinarsi a casa" ha riferito Bertolaso. L'altra paziente di 55 anni, cittadina svizzera, invece, è ancora sotto shock per quanto vissuto potrà avvalersi del team di psicologi a disposizione in reparto.