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Bertolaso: "Sono al vaglio in Lombardia nuove richieste di suicidio assistito"

Domande all'esame dei comitati etici delle aziende sanitarie. "La Regione si atterrà alle linee della Corte Costituzionale"

Bertolaso: "Sono al vaglio in Lombardia nuove richieste di suicidio assistito"
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"In Lombardia sono arrivate nuove richieste di suicidio medicalmente assistito" dopo il primo caso autorizzato a febbraio, "ma tutte sono attualmente al vaglio dei comitati etici delle aziende sanitarie" ha spiegato ieri l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, a margine di un convegno sulle cure palliative a Palazzo Lombardia.

"Abbiamo una serie di richieste che vengono esaminate dai comitati etici delle nostre Asst", ha detto l'assessore, sottolineando che la Regione intende attenersi alle indicazioni della Corte Costituzionale italiana. "Ne abbiamo parlato anche a livello politico. La decisione è di andare avanti con le sentenze della Corte Costituzionale, quindi applicare quello chela Consulta ha indicato, nell'attesa che venga fuori una legge nazionale", ha aggiunto Bertolaso.

L'assessore ha precisato che l'eventuale via libera alle richieste dipenderà dall'esito delle verifiche previste dalle pronunce della Consulta. "Nel momento in cui tutte le varie indagini e procedure indicate anche dalla Corte Costituzionale saranno state espletate, e nel momento in cui i comitati etici avranno ritenuto opportuno dare seguito a queste iniziative, daremo certamente seguito", ha concluso.

Sul primo caso di suicidio medicalmente assistito eseguito in Lombadia a metà febbraio 2025 era scoppiato il caso politico tra FdI e lo stesso assessore. Gli esponenti di Fdi avevano ribadito di non aver gradito il metodo seguito sul primo caso arrivato un paio di mesi dopo che il Consiglio regionale aveva votato la "non competenza" della Regione sull'argomento.

Gli esponenti del partito guidato da Meloni avevano lamentato il mancato coinvolgimento sull'iter che ha portato al suicidio assistito di una donna 50enne affetta da sclerosi multipla progressiva.

"Ci sono differenze di vedute, opinioni diverse che si rispettano ma a un certo punto qualcuno deve incominciare a decidere cosa fare di fronte alle richieste legittime di persone che in questo caso chiedono di poter porre fine alla propria vita, che è diventata una vita assolutamente insostenibile e inaccettabile sotto tutti i profili", aveva replicato l'assessore.

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