Bianchini, sui pantaloni il dna di altre 2 donne

Da un paio di pantaloni sequestrati al ragioniere romano emergono reperti biologici di altre due donne stuprate, oltre alle tre per cui è incriminato. Gli investigatori vagliano 30 denunce di episodi simili

Roma - Tre gli stupri accertati. Ma altri due potrebbero esserlo presto. Luca Bianchini potrebbe aver compiuto altre due violenze sessuali, per cui al momento non è formalmente accusato. Il dato emerge dalla analisi del dna che è stata effettuata su un paio di pantaloni che sono stati sequestrati nell’appartamento del ragioniere di 33 anni, in carcere per i tre stupri avvenuti tra l’aprile e luglio scorsi. Dai riscontri biologici, oltre a quelli di Bianchini, sono stati tracciati con certezza i profili genetici di due donne attualmente non identificate tra quelle che sono state aggredite e che hanno denunciato il fatto negli ultimi mesi.

Le denunce Per questo il pubblico ministero Maria Cordova, che coordina il pool che persegue i reati di natura sessuale, con la collega Antonella Nespola, ha delegato agli investigatori di confrontare il responso fornito dalle ultime analisi di laboratorio con quanto risulta da una serie di fascicoli contro ignoti che sono stati aperti di recente dopo violenze e tentate violenze sessuali. Per Bianchini, dopo la conferma del dna venuta ieri, è un aggravamento dei sospetti a suo carico. Sarebbero circa 30 le indagini che dovranno esser vagliate nei prossimi giorni.

Precedenti Per prima cosa gli inquirenti procederanno cercando casi simili per "dinamica operativa seguita dall’aggressore". Poi dove il "metodo" può essere sovrapponibile a quello di Bianchini - con aggressioni nei garage, a volto coperto - si procederà al confronto delle tracce di dna repertate. Intanto l’ufficio del giudice delle indagini preliminari non ha ancora sciolto la riserva rispetto all’istanza presentata dai difensori di Bianchini, affinchè il loro assistito venga visitato in carcere da un medico. La procura ha dato parere negativo, non rintracciando i motivi per far sottoporre ad analisi l’indagato, che sinora ha sempre rigettato le accuse.

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