Un bimbo disabile usato per mendicare

Chiedevano l’elemosina sfruttando tre bambini, uno dei quali gravemente disabile. Per questo due romeni, C.D.N. di 24 anni e S.S. di 31 anni, che vivono in una baracca sul greto del Tevere, sono stati denunciati dagli agenti della questura di Roma, per impiego di minori nell’accattonaggio. I due sono stati sorpresi mercoledì alle 12 in via della Minerva, nei pressi del Pantheon, mentre con i tre figli, due bimbe di 7 e 4 anni ed un bambino di 5 anni, chiedevano denaro ai passanti. La donna, per suscitare la pietà della gente, spingeva un carrozzino con sopra il bambino affetto da gravi malformazioni: cranio abnorme e corpo molto esile, conseguenza di idrocefalo tetraventricolare. I bimbi molto provati per il caldo e per le condizioni di vita molto precarie sono stati immediatamente condotti presso il Policlinico «Agostino Gemelli», dove sono stati puliti e medicati per infezioni cutanee conseguenti alle pessime condizioni igieniche.
Considerato il loro stato di abbandono morale e materiale, i poliziotti hanno accompagnato i genitori presso gli uffici del commissariato Trevi Campo Marzio, ed hanno affidato i bambini alla sala operativa sociale del Comune di Roma, per essere collocati in idonea struttura protetta. I genitori, invece, grazie alle nuove norme in materia introdotte con il pacchetto sicurezza, rischiano la pena della reclusione fino a tre anni.
«Grazie alle nuove disposizioni sulla sicurezza pubblica varate dal Governo Berlusconi lo scorso 15 luglio, è stato possibile infliggere un duro colpo al mercato dello sfruttamento dei minori e al loro impiego nell’accattonaggio, una realtà dolorosamente intollerabile», il commento di Fabrizio Santori (Pdl), presidente della commissione Sicurezza e membro della commissione Politiche Sociali del Comune di Roma.

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